Un sapone magnetico per contrastare l’inquinamento da petrolio in mare. L’idea arriva dal Regno Unito e precisamente dall’Università di Bristol, dove alcuni ricercatori guidati da Julian Eastoe stanno studiando un prodotto capace di intervenire in caso di potenziale disastro ambientale. La bonifica della zona interessata avverrebbe quindi senza componenti chimiche, potenzialmente nocive per l’ecosistema.

Il rivoluzionario sapone magnetico anti-inquinamento sfrutterebbe le capacità aggreganti dei sali ferrosi. Questo trasformerebbe i normali prodotti utilizzati durante le emergenze in veri e propri rimedi miracolosi, “guidabili” tramite dei magneti direttamente sulle macchie oleose. A contatto con il petrolio si legherebbe alle sue molecole imprigionandolo e garantendone la totale rimozione, sapone compreso.

Segreto legato quindi al ferro, emulsionato alle normali sostanze detergenti. Sembrerebbero chiariti anche eventuali dubbi legati alla possibilità di operare in spazi chiusi: test di laboratorio hanno dimostrato l’ottima manovrabilità di questo speciale composto all’interno di tubi appositamente riempiti con acqua e petrolio, mostrando come possa vincere la forza di gravità anche in presenza di questi elementi.

Le ipotetiche applicazioni di una simile scoperta sarebbero chiaramente importanti: rappresenterebbero una risorsa preziosa nella malaugurata eventualità che dovessero ripetersi episodi come la marea nera del Golfo del Messico e in Nuova Zelanda. Senza contare la maggiore sicurezza che potrebbero avere in questi giorni gli abitanti dell’Isola del Giglio rispetto ai veleni ancora all’interno della Costa Concordia.

25 gennaio 2012
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