Si trova in America ed è l’unica struttura che preferisce salvare i gatti non vedenti, a differenza di molte altre che prediligono la soppressione. È stato ribattezzato Blind Cat Rescue, cioè santuario per gatti ciechi, si trova a Saint Pauls ed è nato nel 2005 per scelta di Alana Miller. Lo spazio, quasi unico nel suo genere, assiste tutti i mici incapaci di autogestirsi a causa della cecità. La legge americana, invece, prevede la scelta della soppressione per tutti gli animali feriti, malati o ciechi.

Ma Alana, già volontaria presso un altro rifugio, si era resa conto delle difficoltà di vita dei gatti non vedenti. Di come la scelta dell’adozione non sfiorasse mai nessuno di questi esemplari, che per mancanza di fondi e strutture venivano inseriti nell’iter per l’eliminazione tramite eutanasia. La donna ha quindi iniziato con l’adozione di un gatto singolo, con grosse problematiche visive, quindi seguito da un secondo, poi terzo e infine quarto micio cieco. Vista la predisposizione e la voglia di salvarli, Alana Miller ha deciso di coinvolgere la figlia nel progetto.

Grazie a qualche piccola donazione e sostegno economico il rifugio ha preso subito vita, lo spazio si è riempito di cucce, giochi e tiragraffi. Nel 2011, grazie alla partecipazione della gente e di molti donatori, al primo è seguito un secondo rifugio dedicato però ai gatti malati di Felv e FIV, ovvero la leucemia e l’HIV felina. Gli animali che entrano nel rifugio possono trovare uno spazio confortevole e molto amore, un luogo che per loro sarà la casa definitiva. Dopo il trauma del gattile e della quasi soppressione la donna ha deciso che ogni animale non sarà più rimesso in adozione, quindi potrà vivere per sempre felice presso il santuario.

Il costo singolo di ogni gatto non vedente è di 228 dollari al mese, spese che vengono sostenute dai donatori e da alcuni sponsor che la donna cerca di coinvolgere. Ogni animale riesce a muoversi piuttosto autonomamente all’interno del rifugio, grazie all’olfatto, all’orientamento e alle vibrisse. Nonostante la cecità non manca loro la gioia e la voglia di esplorare, quindi il desiderio di amore e coccole che ricevono grazie al progetto di open house cioè giornate di apertura al pubblico. Visite guidate durante le quali gli ospiti possono trascorrere il tempo coccolando e curando i mici. Molti di questi gatti sono ciechi dalla nascita oppure a causa di patologie, ma la percentuale maggiore è giunto alla cecità a causa della trascuratezza imposta dai precedenti proprietari. Avere una nuova casa e molto amore li ha resi molto buoni e riconoscenti, per questo felici della loro seconda possibilità.

8 settembre 2014
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