Santoreggia: proprietà e benefici

La santoreggia è un pianta della famiglia delle Lamiaceae, tipica delle aree del bacino del Mediterraneo, originaria dei Balcani. Si tratta di una pianta di ridotte dimensioni: gli esemplari più grandi raggiungono i 50 centimetri. Nelle specie perenni, la pianta è legnosa alla base, come un piccolo arbusto, mentre la parte aerea è erbosa. Ogni varietà, inoltre, cresce rigogliosa nelle aree montane e collinari: tra i nemici principali della pianta vi è il freddo intenso. La sua presenza in un prato si nota soprattutto per il profumo particolarmente aromatico. La santoreggia è una pianta officinale, conosciuta in primis per la sua efficacia come fitoterapico, oltre che come erba aromatica.

Vediamo quali sono le proprietà della santoreggia e come si può impiegare in cucina per la realizzazione di un risotto.

Proprietà benefiche e usi in cucina

La parti della pianta che vengono impiegate a scopo officinale sono le foglie e le infiorescenze, dalle quali si estrae l’olio essenziale. Le foglie vengono raccolte a partire dalla stagione estiva fino all’autunno per essere impiegate fresche, mentre quelle destinate all’essiccazione è preferibile siano raccolte più precocemente, in primavera fino ad inizio estate.

La pianta officinale è nota per diverse proprietà benefiche:

  • l’olio essenziale contiene eugenolo, carvacrolo e timolo, è efficace come antibiotico e antibatterico, oltre che come rimedio per la candidosi;
  • l’infuso di santoreggia, invece, viene impiegato come antisettico, ma anche per le sue qualità come carminativo, stomachico ed espettorante.

L’olio essenziale ha dimostrato anche di possedere proprietà coleretiche, ossia stimolanti della produzione della bile e carminative, contrastando disturbi come il meteorismo. A questo scopo, è utile massaggiare la pancia con 3-4 gocce di olio essenziale dopo i pasti.

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L’infuso e le foglie fresche o secche della santoreggia sono una fonte di sali minerali, soprattutto calcio, fosforo, potassio, ferro, zinco, rame, magnesio e selenio.

Le foglie essiccate di santoreggia possono essere conservate in vasetti a chiusura ermetica e impiegate per insaporire ricette e sughi: l’aroma della pianta ricorda quello del timo. Fresche e appena raccolte, sono ottime in insalata o per condire in maniera salutare e creativa l’insalata di riso, le bruschette al pomodoro o la caprese di mozzarella e pomodori.

Risotto alla santoreggia e pecorino stagionato

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g di riso Carnaroli o Vialone Nano;
  • 4-5 rametti di santoreggia fresca;
  • 40 g di pecorino stagionato grattugiato;
  • 20 g di cipolla sminuzzata;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 850 ml di brodo vegetale caldo;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva.

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Raccogliete in un tegame antiaderente con i bordi alti l’olio, l’aglio e la cipolla. Fate appassire. Unite il riso e fate tostare, quindi iniziate ad aggiungere il brodo un poco alla volta facendo asciugare mescolando. Unite, dopo circa 10 minuti, le foglie di santoreggia e proseguite con la cottura del riso, quindi unite il pecorino grattugiato e mescolate bene. Servite il risotto alla santoreggia ben caldo.

La santoreggia regala al risotto un gusto interessante. L’erba aromatica e il pecorino fanno di questo primo piatto una discreta fonte di calcio, oltre che di altri sali minerali. Il formaggio scelto, oltre a essere piuttosto profumato, è anche sapido: questo consente di evitare, o comunque ridurre notevolmente, l’aggiunta di sale al brodo e al riso in cottura.

4 settembre 2017
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