Sangue nello sperma: cause, sintomi e rimedi

La presenza di sangue nello sperma può comprensibilmente generare preoccupazione fra gli uomini. Eppure i dati dimostrano che, nella maggior parte dei casi, si tratta di un evento che si verifica in modo benigno, normalmente pronto a risolversi autonomamente senza alcun intervento da parte del medico. Vediamo quali sono le cause più frequenti di questa condizione e quando è necessario rivolgersi allo specialista.

Cos’è lo sperma

Lo sperma è costituito dai fluidi rilasciati dalla prostata e da altre ghiandole. I diversi liquidi, chiamati anche eiaculati, si uniscono mentre raggiungono l’uretra per l’eiaculazione. Durante questo passaggio sono molti i piccoli vasi sanguigni che si possono leggermente lacerare, rilasciando così una piccola quantità di sangue nello sperma.

Le cause più frequenti

Laboratory

Tra le prime cause ci sono gli interventi chirurgici alla prostata o una biopsia della stessa ghiandola. I due eventi, anche in caso di completa risoluzione, possono causare la perdita di qualche goccia di sangue anche diverse settimane dopo.

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Quando questi eventi possono essere esclusi, e in particolare tra gli uomini sotto i 40 anni, l’infezione diventa la causa principale. In questo caso la perdita di sangue che si vede nello sperma è preceduta, anche di qualche giorno, da altri segni e sintomi, come il dolore ed il bruciore durante la minzione. Sia nel caso del recente intervento o dell’infezione, la perdita di sangue è di solito molto modesta e di breve durata: il sintomo va comunque riportato al medico per una corretta valutazione. Ecco le ragioni più comuni di sangue nello sperma:

  • brachiterapia;
  • infezioni del tratto urinario;
  • infezione da Chlamydia trachomatis;
  • infiammazione del testicolo;
  • eccessiva attività sessuale o masturbazione;
  • Herpes genitale;
  • Gonorrea;
  • biopsia della prostata;
  • infezione o infiammazione della prostata;
  • trauma ai testicoli;
  • vasectomia.

Quando invece il sangue è abbondante o ricorrente, e si verifica in un uomo che ha più di 40 anni, potrebbe essere un primo segnale di tumore. Si tratta di una condizione rara ma che merita una valutazione più attenta: in questo caso pertanto è preferibile non tergiversare troppo e rivolgersi al medico.

Come e quando si interviene

Doctor

Il trattamento di questa condizione è diretto alla risoluzione della causa e spesso non è necessario alcun intervento diretto, ma per stabilirlo servirà fare un giusto percorso di diagnosi. Nella maggior parte dei casi la causa, soprattutto se si tratta di una infezione non grave, non viene trovata.

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Una valutazione più dettagliata è necessaria principalmente per gli uomini con sintomi che durano da più di un mese, che hanno più di 40 anni o che hanno altri segni o sintomi, hanno risultati anormali a specifici test del sangue o altri esami. I test che di solito vengono prescritti per approfondire il quadro clinico del paziente comprendono test dell’antigene prostatico specifico (PSA) e l’ultrasonografia transrettale. Occasionalmente, il medico può prescrivere anche la risonanza magnetica e la cistoscopia. L’ispezione e l’analisi dello sperma sono raramente eseguite. Una volta definita la causa, il medico procederà alla prescrizione della cura.

31 agosto 2018
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