San Valentino viene celebrato anche da moltissime coppie alternative, parti integranti del regno animale, pronte a vivere un’intera vita di monogamia. Tra queste spiccano i pappagalli ara verde o Ara ambiguus, tipici del continente americano e con fortissima diffusione in Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia ed Ecuador. L’ingerenza umana all’interno del loro habitat naturale sta pesando sulle loro esistenze, dimezzando spazi, luoghi, fonti di cibo e aree verdi. Inoltre, la cattura illegale e di frodo incide sul quantitativo di unità libere in natura: a oggi ne sopravvivono circa 2.500 esemplari solo nelle foreste tropicali del Sudamerica. I pappagalli ara sono fortemente fedeli e monogami, vivono fianco a fianco giorno dopo giorno fino a raggiungere il mezzo secolo di vita insieme. Secondo alcuni dati, circa il 92% degli uccelli in natura sceglie la monogamia, quindi un solo partner per la vita.

Tra i volatili, gli eleganti e regali cigni scelgono la vita di coppia, fianco a fianco, che può perdurare per un’intera esistenza. Ma in alcuni casi i due possono giungere a una fase identificabile con quella del divorzio, specialmente se la creazione di una famiglia e di una prole stenta a decollare. E solo in caso di morte del partner il cigno considera l’ipotesi di creare una nuova famiglia. Gli urubù, avvoltoi del Nuovo Mondo, non appaiono eleganti come il cigno, ma amano la fedeltà e il rispetto, tanto da allontanare pretendenti indesiderati. L’albatro tende a non separarsi mai dal compagno, se non per cercare del cibo per sfamare il consorte e la famiglia. Il mancato ritorno al nido, perché catturato in una rete o per morte improvvisa per le troppe ore di volo, getta nel dolore il partner.

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Tra i mammiferi spiccano sicuramente i pipistrelli, seguiti da lupi, volpi, gibboni e alcune piccole scimmie del Nuovo Mondo, quindi castori del Nord America, qualche topo, la lontra gigante, poche specie di foche e qualche antilope africana. I gibboni, ad esempio, tendono a stabilire legami piuttosto duraturi anche se, occasionalmente, si concedono qualche scappatella che può portare alla fine dell’unione. La lontra, poco romantica e galante, si accoppia per circa cinque giorni con lo stesso partner per poi abbandonarlo. Solitamente è la femmina che fugge alla ricerca di un luogo dove partorire i piccoli, lasciando il maschio a se stesso per quasi tutto il periodo di allattamento ed educazione della prole. Ma capita spesso che i due ricreino una unione anche dopo anni, con interruzioni e ricongiungimenti continui. Infine il lupo, che vive spesso in branco, dove le dinamiche sono forti e le interazioni costanti, animate dalla presenza di molte coppie e famiglie. Alla morte di uno dei due genitori, o di uno dei partner, l’equilibrio viene subito ristabilito con l’ingresso di un nuovo elemento. In assenza di papabili fidanzate, è sempre il maschio giovane a migrare verso un altro branco, assumendo così il ruolo di lupo casanova, non particolarmente avvezzo alla vita monogama e di coppia.

14 febbraio 2017
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