Lo zoo e il parco dei divertimenti Edenlandia di Napoli sono salvi, a rilevare le due strutture e l’area dell’ex cinodromo è la società Brain’s Park. Una buona risoluzione per tutto il complesso, dopo 18 mesi in amministrazione controllata data dal fallimento della precedente proprietà. È un esito positivo sia per gli animali che per i dipendenti.

Da tempo il futuro dello zoo era in condizioni difficili e la stessa sorte degli animali messa a repentaglio dalla riduzione repentina delle scorte alimentari. I dipendenti della struttura avevano denunciato il fatto, sottolineando la loro condizione di precari e la diminuzione delle scorte. In loro soccorso si era mossa la città di Napoli, in tandem con i cittadini e alcune associazioni animaliste. Ceste di frutta e verdura erano state prontamente recapitate.

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Non solo, alcuni veterinari si erano resi disponibili per visitare gli animali. Ora lo zoo potrà ritornare allo splendore originario, perché la nuova proprietà ha deciso di mantenere inalterata la filosofia del luogo. Per anticipare la riapertura ieri, 27 gennaio, si è svolta una festa con nuova consegna di derrate alimentari per i 300 animali ospiti della struttura.

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Nonostante l’esito positivo non si placano le polemiche e le denunce da parte di LAV e Enpa, le quali sottolineano come la zoo sia in realtà illegale. Infatti non possiede l’autorizzazione prevista dal Decreto Legislativo 73 del 2005, in quanto ospita animali detenuti in modo incompatibile con le loro esigenze naturali e con i parametri minimi di sicurezza. Le due associazioni hanno chiesto nel 2011, e ottenuto dal Sindaco De Magistris, la promessa di chiusura dello spazio e la ricollocazione degli animali. Ora cosa accadrà con la nuova gestione?

28 gennaio 2013
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