L’unità può garantire sempre forza e riuscita ed è ciò che ha imparato a proprie spese un elefante caduto in un pantano nel nord del Kenya. L’animale dalla grande proboscide è stato scoperto dallo staff della Lewa Wildlife Conservancy, bloccato dentro una melma fangosa imprigionante, disidratato e spossato. Scivolato probabilmente per errore nella poltiglia, l’animale ha avuto la fortuna di imbattersi nei suoi angeli custodi, che hanno subito provveduto ad abbeverarlo.

Il povero elefante ha iniziato a bere timidamente l’acqua offertagli tramite una tanica, ma successivamente ha accolto con gioia la preziosa fonte di idratazione. Stremato dai vari tentativi di liberarsi dalla prigione di fango, l’animale era senza più forze. L’intervento dei suoi soccorritori si è rivelato di vitale importanza. In suo aiuto, oltre al gruppo della Lewa Wildlife Conservancy, sono intervenuti alcuni esponenti della the Northern Rangelands Trust, della Save the Elephants e molti abitanti dell’area circostante. Per tirarlo fuori dal fango sono servite tre auto, svariati litri d’acqua e il sostegno di tutta la comunità. L’operazione è durata quattro ore. Il gioco di squadra si è rivelato essenziale.

Grande componente della riuscita è stata la fiducia dimostrata dall’animale nel team di soccorritori, nonostante l’indole selvatica e la paura l’elefante ha collaborato per tutta la durata dell’operazione. Riguadagnando così la libertà e la salvezza. Situazioni simili sono abbastanza comuni in Africa, le pozze d’acqua disseminate lungo il territorio possono trasformarsi in trappole specialmente se gli elefanti vi si imbattono di notte. Ma anche le zone acquitrinose dove spesso vanno ad abbeverarsi possiedono argini argillosi, dove il cedimento è una conseguenza.

Nonostante la forza e la grossa mole l’animale, senza l’aiuto dei suoi soccorritori, non avrebbe potuto scavalcare la fanghiglia rimanendo intrappolato nella piccola palude melmosa. L’associazione è molto attiva sul territorio e si occupa di salvaguardare e preservare la salute e il benessere di questi grossi animali, così belli ma così fragili e sempre a rischio estinzione oppure costretti a una vita di sottomissione.

8 marzo 2016
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