Si fanno sempre più frequenti i casi di avvelenamento di cani a opera di squilibrati o personaggi contrari alle passeggiate canine. Che gli animali siano di proprietà o randagi non fa differenza, l’importante è sterminarli e in modo doloroso. Ad Arezzo, ultima città di una lunga lista, sono spuntate le polpette killer e le salsicce ripiene. Carne farcita con sostanze tossiche, ma anche con ami da pesca. Una sorpresa terribile per i cani che, incautamente, potrebbero addentare questa carne della morte.

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Ami nascosti accuratamente nella farcitura che potrebbero condurre il cane al decesso tra atroci dolori. Solo nei primi mesi del 2013 sono morti 39 animali, a fronte dei 66 di tutto il 2012. Cifre spaventose per chi ama e possiede animali di affezione. Non c’è limite alla crudeltà umana, sempre in primo piano per cattiveria e malvagità. Nonostante si cerchi di informare il più possibile, alcuni animali purtroppo sono caduti vittima delle salsicce killer.

Come sostiene il Presidente della provincia di Arezzo, Roberto Vasai:

Purtroppo il fenomeno è in continua evoluzione e, per quanto riguarda la casistica legata al territorio aretino, colpisce in particolare i grossi centri, Arezzo in testa. La Provincia ha promosso una campagna in rete attraverso Facebook contenente indicazioni utili in casi di presunto avvelenamento. La Polizia Provinciale, attraverso un lavoro sinergico con l’Istituto Zooprofilattico e il Servizio Veterinario della Usl 8 e altri soggetti interessati, è impegnata in una massiccia attività di prevenzione. Purtroppo la fantasia degli avvelenatori non ha limiti. Ultimo ritrovato sono le salsicce riempite di ami da pesca che provocano la morte dell’animale con sofferenze atroci.

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L’avvelenamento attraverso il cibo modificato è una problematica che coinvolge anche i gatti, in particolare quelli delle colonie feline. Esiste un filo rosso che collega tutte queste morti violente, spesso figlie dell’insensibilità umana. Una vera e propria forma di maltrattamento sugli animali che può nascere da incomprensioni tra vicini, arrivando fino all’odio nei confronti di anime innocenti abbandonate a una vita di stenti e pericoli. Come sempre manca una corretta informazione, un’educazione di fondo che sensibilizzi l’opinione pubblica impedendo questi atti inconcepibili.

24 aprile 2013
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