Salone auto di Francoforte: Greenpeace chiede stop a motori a scoppio

Greenpeace in azione al Salone dell’auto di Francoforte per chiede lo stop definitivo ai motori a scoppio. Una protesta pacifica, ma decisa rivolta a tutto il settore delle quattro ruote, affinché si giunga al più presto allo stop dei veicoli maggiormente responsabili delle minacce alla salute umana e del pianeta. Tra gli slogan che potevano essere letti sui manifesti degli attivisti il simbolico “L’età del petrolio sta finendo”.

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La dimostrazione messa in atto dagli attivisti di Greenpeace presso il Salone dell’auto di Francoforte ha visto gli ambientalisti installare una Volkswagen (marchio considerato dagli attivisti come simbolo della vicenda Dieselgate) “piantata” nel manto stradale e avvolta dal fumo. Un settore auto che è ormai inevitabilmente in rotta di collisione, sostiene l’associazione, con quelle che sono le politiche a protezione del clima. A sottolinearlo è Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace:

L’industria dell’auto è in rotta di collisione con le politiche per la protezione del clima. Il settore trasporti dovrà presto fare a meno del petrolio. Solo le aziende che svilupperanno rapidamente alternative pulite ed efficienti sopravvivranno a questa transizione.

Ulteriore dimostrazione di tale discrepanza è la dissonanza tra le richieste di Greenpeace, relative a una mobilità più sostenibile basata su “auto elettriche piccole, ecologiche e condivise”, e quella che è la quota maggiore dell’offerta automobilistica presentata al Salone dell’auto di Francoforte, con un elevato numero di vetture di grandi dimensioni con alimentazione a benzina o diesel.

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Stando ai risultati ottenuti dalla ricerca “Perché l’automobile non ha futuro”, commissionata da Greenpeace e realizzata dall’esperto di trasporti Robin Hickman, le auto alimentate a benzina e diesel impattano in maniera devastante sui livelli di gas serra e di altri inquinanti, eccedendo i limiti ecologici della Terra e inducendo giornalmente migliaia di morti premature.

Malgrado tutto ciò si sommi al crescente numero di governi che ha deciso di interrompere il ricorso alle vetture più inquinanti tra il 2025 e il 2040, l’orientamento dell’industria dell’auto è ancora perlopiù votato alle fonti fossili.

Particolarmente indicativo è tuttavia il fatto, conclude Greenpeace, che una dozzina di grandi marchi abbia scelto di disertare il Salone di Francoforte proprio per la mancanza di innovazione e disponibilità alla transizione energetica mostrata dal comparto. Due esempi su tutti Tesla, già produttrice esclusiva di auto elettriche, e Nissan, la cui Leaf è da tempo in vetta alle vendite di vetture a zero emissioni.

12 settembre 2017
I vostri commenti
Mauro, sabato 25 novembre 2017 alle14:31 ha scritto: rispondi »

Io ho una macchina da più di 15 anni. Quando si guasterà del tutto (la tengo molto bene) allora dovrò comprarne una nuova. Io la macchina la uso molto poco, perlopiù per grandi tratti fuori città. In città e dintorni mi muovo con altri mezzi tipo a piedi, in bici, metro, pulman. Non riuscirò a comprare una macchina nuova a benzina. Mi spiace ma se non troverò una giusta macchina ibrida o elettrica o idrogeno non ne acquisterò

Pescespada Trafitto, martedì 12 settembre 2017 alle21:34 ha scritto: rispondi »

Ci penseranno i cinesi a dare una svegliata all'Europa. E per l'Europa sarà troppo tardi. La SEN di Galletti e Calenda ci propone il gas fino al 2030, poi si vedrà!

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