Il salmone potrebbe contenere sostanze chimiche tossiche, i rischi

Il salmone, almeno quello venduto nei supermercati degli Stati Uniti e del Regno Unito, potrebbe contenere delle sostanze chimiche tossiche che metterebbero a rischio la nostra salute.

Questi elementi chimici potrebbero essere legati a problemi nello sviluppo dei bambini, secondo quanto ha riscontrato uno studio della Swanson School of Engineering dell’Università di Pittsburgh. In molti conoscono l’importanza di un’alimentazione sana basata sul consumo di cibi che non vengono trattati chimicamente.

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Nel 2004 gli Stati Uniti e molti Stati dell’Europa hanno portato avanti un apposito percorso per vietare l’uso della sostanza chimica chiamata PBDE, perché potrebbe disturbare gli ormoni e determinare effetti negativi sullo sviluppo. Eppure un nuovo studio dell’Università di Pittsburgh ha trovato delle tracce che segnalano la presenza di PBDE in alimenti ricavati dal salmone d’allevamento, anche in ambienti di allevamento apparentemente privi di questa sostanza tossica.

Per questo gli esperti hanno lanciato un allarme, prevedendo che potenzialmente queste sostanze chimiche pericolose potrebbero arrivare direttamente nei nostri piatti. La dottoressa Carla Ng, che ha preso parte allo studio, ha spiegato:

Il sistema di commercio internazionale dei prodotti alimentari sta diventando sempre più globale e questo discorso riguarda anche i mangimi per animali. Spesso accade che chi gestisce gli allevamenti di pesce importi i mangimi da moltissimi Paesi, compresi quelli che non dispongono di norme avanzate dal punto di vista della sicurezza alimentare.

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La ricercatrice ha anche spiegato che i PBDE possono agire come interferenti endocrini e colpire i bambini particolarmente vulnerabili. I PBDE, secondo un trattato ambientale internazionale del 2009, sono stati classificati come inquinanti organici persistenti. Secondo gli esperti, questo elemento chimico potrebbe entrare a far parte delle catene alimentari, influenzando anche i mangimi utilizzati per l’allevamento dei bovini e degli ovini.

Gli scienziati hanno individuato mangimi di importazione contenenti sostanze chimiche tossiche soprattutto in luoghi caratterizzati per la presenza di livelli alti di sostanze inquinanti. Queste sostanze chimiche circolano nell’ambiente e spesso possono finire anche nell’oceano, innescando un processo ad ampio raggio difficile da fermare. I ricercatori avvertono che dovrebbe essere necessario creare migliori strategie di controllo della contaminazione, come per esempio la possibilità di sostituire gli oli di pesce con sostanze a base vegetale.

12 luglio 2018
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