Siamo sulla Terra, ma quello che appare davanti agli occhi dei turisti e degli abitanti di Paternò, in provincia di Catania, è un paesaggio in tutto e per tutto simile a quello della Luna.

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Si tratta del fenomeno di vulcanesimo secondario delle Salinelle di Paternò, altrimenti conosciuti come vulcani di fango, che emanano gas, fango e acqua dalle loro bocche e che, in questi giorni, è particolarmente suggestivo per via di un nuovo cratere che si è aperto a sorpresa lungo la strada.

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Da sempre le Salinelle di Paternò sono collegate all’Etna e si pensa che possano “predire” un’eventuale eruzione del vulcano o, più semplicemente, un risveglio della sua attività. Con la nascita di questa nuova bocca che ha creato una voragine nell’asfalto proprio a pochi passi dall’area delimitata, un nuovo fenomeno di eruzione è ha disposizione dei curiosi che si sono accalcati per ammirarne la bellezza e la potenza.

Sono sbocchi di condotti magmatici secondari con colate laviche esigue, ma ovviamente collegati all’Etna. Le acque fangose che eruttano da queste Salinelle hanno una temperatura media di circa 18° e solo in alcuni casi, risalenti al secolo scorso, sono state registrate temperature elevate attorno ai 50°.

È un fenomeno naturale senza pari che, da sempre, viene studiato da ricercatori ed esperti e che da diversi anni è stato anche inserito nella lista di patrimoni naturali da tutelare e preservare. Purtroppo però, come dichiarano gli abitanti della zona, le Salinelle sono state abbandonate e spesso, nei dintorni di trovano montagne di rifiuti.

6 marzo 2017
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