Dopo il disastro nucleare a cui stiamo assistendo in Giappone, forse qualcosa sta cominciando, se non a far cambiare idea sul nucleare, almeno a far arretrare il governo su qualche posizione ritenuta incedibile fino a poco tempo fa. Secondo il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, il governo non intenderebbe infatti costruire centrali nelle Regioni che si rifiuteranno di ospitarle.

La notizia è rimbalzata sul Web subito dopo la seduta delle Commissioni Ambiente e Attività Produttive, svoltasi ieri sera nella Camera e che aveva come punto principale proprio il decreto legislativo 31 sul programma di attuazione del nucleare in Italia.

Il sottosegretario ha affermato che l’intento del governo è quello di coinvolgere le comunità territoriali che si dovrebbero ritrovare a diretto contatto con le centrali nucleari. Se le Regioni, quindi, esprimeranno parere negativo alla costruzione degli impianti nucleari sul proprio territorio, il governo rispetterà la decisione evitando di imporre il proprio volere.

Saglia ha comunque ribadito che questo non rappresenta sicuramente il momento più opportuno per modificare le importanti decisioni di politica energetica intraprese in Italia e che, come confermato anche dall’ad di ENI, Paolo Scaroni, sarebbe opportuno distinguere la polemica sulla vecchie centrali ancora in funzione rispetto all’acceso dibattito sull’introduzione del nucleare in Italia che, secondo gli esperti, dovrebbe sfruttare tecnologie sicuramente più avanzate.

16 marzo 2011
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