Sacchetti di plastica bio, oltre 6 mesi per essere smaltiti dal mare

Il problema della plastica sul fondo del mare è una preoccupazione globale e, proprio a causa dell’impatto negativo che hanno sulla vita marina, i sacchetti di plastica sono stati recentemente sostituiti dai sacchetti biodegradabili – che hanno sollevato non poche polemiche in Italia. Un nuovo studio spiega però come questi ultimi non possano comunque essere subito smaltiti dal mare e dunque come il loro impatto non sia nullo.

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Il team di ricercatori composto da Elena Balestri, Virginia Menicagli, Flavia Vallerini e Claudio Lardicci ha studiato l’impatto delle buste di plastica bio di nuova generazione a livello dell’ambiente marino. I risultati ottenuti mostrano come richiedano più di sei mesi per essere smaltiti dal mare. È un grosso passo in avanti rispetto ai 30 anni richiesti dai sacchetti di plastica tradizionale, ma non sufficiente ad abbattere completamente l’impatto sulla vita marina.

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È emerso dalla ricerca come dopo sei mesi di esposizione la busta in plastica bio avesse ancora una massa pari all’85% del peso iniziale e modificato alcune variabili chimico/fisiche del sedimento marino, come ad esempio ossigeno, temperatura e pH:

Ad oggi la nostra ricerca è l’unica ad aver valutato i possibili effetti della presenza di bioplastiche sui fondali marini e sulla crescita di organismi vegetali superiori i rischi di una possibile massiccia immissione di plastiche cosiddette “biodegradabili” nei sedimenti marini e gli effetti diretti e indiretti del processo di degradazione sull’intero habitat sono aspetti in gran parte ignorati dall’opinione pubblica e non ancora adeguatamente indagati dalla letteratura scientifica.

18 gennaio 2018
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