Sacchetti ortofrutta: sì a quelli da casa, ma è poco fattibile

La decisione di rivoluzionare i sacchetti ortofrutta nei supermercati presa dal Ministero della Salute per meglio tutelare l’ambiente e ridurre il consumo di plastica ha già destato parecchie polemiche lo scorso gennaio, e creato molta confusione tra le persone. Il Consiglio di Stato ribadisce che è possibile portarsi da casa i sacchetti per la frutta e verdura da comprare al supermercato, ma con una circolare aumenta la confusione invece di chiarire la situazione.

Diversi gli aspetti poco chiari: innanzitutto i sacchetti ortofrutta devono essere nuovi, monouso, compostabili e per alimenti, ma è praticamente impossibile che i consumatori li portino da casa dato che questa tipologia di sacchetti è acquistabile a un prezzo di molto superiore a quello proposto dai supermercati (1-2 centesimi per unità), che li acquistano in grossissime quantità. Ci si chiede dunque quale sia la convenienza dato che non vi è la possibilità di pagarli meno, se non prendendoli direttamente al supermercato.

=> Leggi di più sui sacchetti a pagamento per frutta e verdura


Altro aspetto confusionale del provvedimento del Ministero della Salute, ora riconfermato dal Consiglio di Stato, è la decisione di affidare alle catene di supermercati la “verifica dell’idoneità dei sacchetti” portati da casa dai clienti. Si legge che:

Peraltro, in considerazione dell’imprescindibile rispetto della normativa in tema di igiene e sicurezza alimentare, ciascun esercizio commerciale sarà tenuto, secondo le modalità dallo stesso ritenute più appropriate, alla verifica dell’idoneità e della conformità a legge dei sacchetti utilizzati dal consumatore, siano essi messi a disposizione dell’esercizio commerciale stesso, siano essi introdotti nei locali autonomamente dal consumatore.

In quanto soggetto che deve garantire l’integrità dei prodotti ceduti dallo stesso, può vietare l’utilizzo di contenitori autonomamente reperiti dal consumatore solo se non conformi alla normativa di volta in volta applicabile per ciascuna tipologia di merce, o comunque in concreto non idonei a venire in contatto con gli alimenti.

=> Scopri i rischi per la salute dei sacchetti per la spesa riutilizzabili


È dunque difficile immaginare che i supermercati possano avere una persona esperta capace di controllare se i sacchetti di plastica o di carta per frutta e verdura, portati da casa dai clienti, siano nuovi, monouso, compostabili e per alimenti. La gestione da parte del supermercato sarebbe difficoltosa anche per il calcolo della tara, dato che in alcune bilance per l’ortofrutta il peso del sacchetto è preimpostato (3-4g) e dunque cambiare la tara in base al peso del sacchetto portato da casa sarebbe molto complicato.

5 aprile 2018
In questa pagina si parla di:
Immagini:
I vostri commenti
lui la plume, domenica 8 aprile 2018 alle3:06 ha scritto: rispondi »

Follia, follia pura e semplice ... e li paghiamo pure questi perditempo. Credo siamo gli unici in europa ad esserci inventati questa sciocchezza. Forse il produttore di questa roba è amico di qualcuno al governo? se così almeno lo si comprende altrimenti i dubbi sono ben suoeriori, zun conto è arrangiarsi per guadagnar qualcosa ben più preoccupante è pensare che qualcuno ci creda a questa soluzione. Intanto gli scaffali con frutta e verdura già impacchettata crescono ogni giorno mentre quelli da impacchettare calano. La cosa assurda è che frutta e verdura si sbuccia,si lava o si cuoce .... il pane no .. lo si consuma così ... pastrugnato dai clienti ... e dai commessi che rimettono nel distributore il,pane estratto ma non acquistato. una ... macchè ... altra assurdità è l'etichettina di carta (termica credo) che rende il sacchetto non compostabile. La soluzione di questo problema (e di tanti altri) sarebbe quella di votare più spesso ... non solo per eleggere dei rappresentanti politici ... anche per mandar via dalla carica che occupano quanti raggiungono un certo numero di rapporti negativi.

Lascia un commento