Si può considerare a ragione uno degli emblemi del consumismo imperante che da diversi decenni ha contribuito a far mutare abitudini e stili di vita dell’Occidente. Adesso però, anche lui è destinato ad andare in pensione.

Stiamo parlando del sacchetto di plastica in cui quotidianamente vengono trasportate le merci più disparate dopo l’acquisto nei negozi. Un simbolo del progresso dicevamo, ma anche un problema non di poco conto per l’ambiente, aspetto che costituisce la motivazione del suo pensionamento.

In Europa vengono utilizzati ogni anno 100 miliardi di sacchetti, di cui ben il 25% circola in Italia, il paese che più di altri sembra essere legato all’utilizzo di questo oggetto, come spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente:

Dagli anni ’80 ci siamo sempre più lasciati andare all’usa e getta, perdendo alcune sane abitudini rimaste invece, almeno in parte, negli altri paesi europei. È stato un cambiamento di abitudini troppo sbrigativo, che ci ha fatto dimenticare la sporta della spesa, come pure ci ha fatto smantellare la filiera del vuoto a rendere. Oggi con la messa al bando dei sacchetti di plastica dobbiamo recuperare alcune delle sane abitudini di un tempo.

L’impatto ambientale di questi sacchetti è noto. Non solo con la loro abolizione si risparmierebbe il petrolio necessario a produrli e relative emissioni di CO2, ma si eviterebbe anche la dispersione nell’ambiente di una mole imponente di materiale non biodegradabile.

Il consiglio, diventato comunque un obbligo visto dal 1 gennaio i sacchetti di plastica sono stati messi al bando, è quello di tornare così ad abitudini ormai superate come la classica sporta di stoffa, o di preferire l’impiego di sacchetti di carta o quelli realizzate con materiali riciclabili.

3 gennaio 2011
I vostri commenti
ziomaul, domenica 9 gennaio 2011 alle2:42 ha scritto: rispondi »

Facendo la fila in un supermercato, sento (il marito?) "Ma compri un'altra borsa di pezza? (per trasportare la spesa)" "Ma tanto servono sempre per mille cose" (e prende 2 la moglie) Dunque il problema non esiste: L'unico "problema" è l'abitudine. Ciao

Andrea, sabato 8 gennaio 2011 alle9:48 ha scritto: rispondi »

A casa mia sono gia da ormai piu di 8 anni che usiamo solo borse di stoffa per andare a fare la spesa con relativo guadagno economico perche nonostante la legge dice che se hanno la pubblicità non te le devono far pagare invece loro te le fanno pagare , ce un guadagno di immondizia che va a finire sotto il tappeto .. Tra l altro le borse che ci sono a casa mia di stoffa sono tutte fatte da mia mamma con ritagli che comunque sarebbero andati in discarica ! aggiungo che comunque con le nuove borse biodegradabili se esci dal supermercato che piove è gia tanto se arrivi alla macchina che non si rompono !

ziomaul, mercoledì 5 gennaio 2011 alle0:02 ha scritto: rispondi »

Se intanto avessero messo una bella tassa (pesante e non formale), magari progressiva in aumento gli utilizzatori avrebbero di loro rinunciato di già. Intanto Tremonti avrebbe avuto più soldi. Idem per le lampadine! Ma perchè vietare e vietare e rinunciare ad un introito facile per il fisco? Ciao

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