Sacchetti bio compostabili, il Senato approva regolamento sulle multe

La Commissione Ambiente del Senato ha approvato le nuove regole per la commercializzazione dei sacchetti di plastica per la spesa, i famosi shopper oggetto di una feroce polemica nei mesi scorsi tra Asso Bioplastiche, che rappresenta e difende i produttori di sacchetti compostabili conformi alla normativa UNI EN 13432, e Asso Ecoplast che promuove invece i sacchetti di plastica tradizionale con additivi oxobiodegradabili.

>> Tutto sui sacchetti biodegradabili compostabili UNI EN 13432

Dal primo gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova norma che obbliga i commercianti a offrire ai clienti esclusivamente sacchetti in bioplastica biodegradabili e compostabili, ma non c’è ancora il decreto sulle multe per chi non rispetta la legge. Al momento, infatti, i sacchetti non compostabili non si possono vendere ma se un commerciante lo fa non viene sanzionato con alcuna multa.

>> Tutto sui sacchetti con additivi oxobiodegradabili

Il regolamento approvato al Senato è il primo passo per colmare questa lacuna perché introduce multe tra i 2.500 e i 25.000 euro per chi non rispetta la norma. Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, festeggia:

Il parere espresso dal Senato è un passo importante per rendere effettivamente il nostro Paese plastic free. Vigileremo costantemente affinché questo obiettivo possa essere raggiunto in modo rapido ed efficace.

Ma di rapido, in questa vicenda, c’è e ci sarà ancora assai poco. Il regolamento passa adesso alla Camera in Commissione Ambiente per l’approvazione, la seduta è prevista per l’11 febbraio. Se, e solo se, ci sarà il numero legale la Commissione dovrebbe approvarlo. In realtà il documento che verrà approvato è consultivo, quindi il Governo (Clini compreso) potrebbe anche emanare oggi stesso il regolamento.

Anche una volta emanato, però, il regolamento sui sacchetti biodegradabili e compostabili dovrà essere inviato alla UE per l’ok definitivo o per eventuali obiezioni. Quando tornerà da Bruxelles, se non sarà da modificare, potrà andare in Gazzetta e aspettare i canonici 45 giorni per l’entrata in vigore. è chiaro, quindi, che l’entusiasmo di Clini non sia poi così giustificato: prima che un commerciante venga multato per un sacchetto sbagliato passeranno ancora molti mesi.

6 febbraio 2013
I vostri commenti
Franco Frigerio, mercoledì 26 marzo 2014 alle14:15 ha scritto: rispondi »

Bisognerà valutare quel'é il fabbisogno dell'intera popolazione italiana, per stabilire che una parte del raccolto di cereali può essere destinato alla produzione di sacchetti-bio. E' un compito delle commissioni apposite Ma poi, il granoturco lo produciano tutto noi o lo importiammo dalle altre Nazioni? Sarebbe un peccato il dover importare MAIS per buttarlo nei campi! Franco

Info Presciutti, venerdì 15 febbraio 2013 alle8:24 ha scritto: rispondi »

È tutta una macchinazione messa in piedi dalla Novamont unica produttrice del Mater-Bi e controllata da un grosso gruppo bancario italiano... Ma di cosa vogliamo parlare, torniamo indietro di 50 anni in regime di monopolio. Il mais serve per sfamare gli esseri umani non per buttarlo nelle pattumiere.. Grazie sig. Ministro Clini e company

jobs, mercoledì 6 febbraio 2013 alle19:53 ha scritto: rispondi »

ERA ORA ,  le tangenti al ministero x obbligare tutti a buttare bottiglie di plastica usando stupidi sacchetti biodegradabili , piccoli costosissimi e che si rompono, si erano fermate !!   Non potevano piu ordinare il caviale , poverini.   Che importa se siamo gli unici in europa , tanto  fessi sono ... ....mica vorrete che gli  italioti comprino solo quelle che servono strettamente per il rifiuto umido ? (e non ditegli che gia' le da' la utility dei rifiuti ..) saluti a tutti i compari mafiosi , ci vediamo al ristorante

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