Non è detto che un ferro arrugginito non possa ritornare all’antico splendore con un po’ di impegno. La ruggine non è altro che un processo di ossidazione del ferro a contatto con l’acqua e l’ossigeno: l’esposizione a questi elementi porta a una vera e propria corrosione del metallo, con la formazione delle tipiche aree ruvide brune e rossastre. Esteticamente molto fastidiosa perché rimanda all’idea del vecchio e del rovinato, questo composto spontaneo non è una condanna definitiva per abiti, strumenti di lavoro, oggetti d’arredamento, ringhiere e cancelli.

L’universo dei rimedi naturali e della saggezza popolare da sempre sfrutta utili alleati non solo per eliminare la ruggine, ma anche per evitare si riformi nel tempo. Il tutto, senza dover ricorrere solventi chimici o vernici poco amiche dell’ambiente. Prima di procedere, però, una precauzione: ci si armi di guanti. Non tanto per la leggenda del tetano – il batterio non vive di per sé nella ruggine, bensì nel terreno e nelle feci di animale, di conseguenza il vecchio candelabro della nonna conservato in una scatola non porrà alcun rischio – quanto perché ci si sporca facilmente.

Macchie di ruggine sui vestiti

Può capitare che la ruggine macchi camicie, jeans o qualsiasi altro indumento preveda degli inserti in metallo. Sul tessuto si forma una macchia sul rossastro e nemmeno il lavaggio alle alte temperature ne rimuove l’alone. Un valido alleato arriva però dal sale, così come anche dal limone. Si spruzzi del succo di limone direttamente sulla macchia e lo si lasci riposare per diverse ore: i suoi acidi, infatti, scioglieranno l’ossidazione. Dopodiché si tamponi il tutto con il sale grosso che, grazie al processo di osmosi, assorbirà il succo e con esso i detriti del ferro. Basterà quindi un normale ciclo di lavaggio per rimuovere completamente gli altri residui.

Cancelli e inferiate arrugginite

Cancello arrugginito

Old Metal Fence via Shutterstock

Vi sono molti strumenti da esterno in ferro ereditati dal passato, quando questo metallo era la principale fonte per le costruzioni. E conservano tutto quel sapore un po’ vintage, soprattutto se di inizio ‘900, con meravigliosi decori e dettagli estremamente curati. Rimanendo all’aria aperta e sotto scacco degli agenti atmosferici, però, questi oggetti si arrugginiscono molto facilmente: si pensi, ad esempio, a cancelli o inferiate di grandi dimensioni. La rimozione è essenzialmente meccanica: con uno strumento abrasivo, si va a rimuovere lo strato di ruggine fino a rivelarne l’antico splendore sottostante. Per farlo, però, ci si può aiutare con del bicarbonato di sodio: si realizzi una crema morbida mescolando una soluzione al 70% polvere e al 30% acqua, dopodiché la si stenda sull’oggetto da pulire e lo si lasci in azione per qualche minuto. A questo punto, con una spazzola per il ferro o della carta vetrata lievemente abrasiva, si rimuovano le corrosioni in eccesso applicando una leggera pressione. Terminata l’operazione, può essere una buona idea riverniciare ringhiere e cancelli per evitare che la ruggine si riformi. Se non si volesse perdere il tipico effetto ottico del ferro, in commercio esistono numerose vernici trasparenti, da utilizzare semplicemente come protezione.

Piccoli oggetti domestici

Se si volesse recuperare un vecchio oggetto posseduto in casa, purché dalle piccole dimensioni come un posacenere o una cornice per fotografie, si può ricorrere al sempre valido aceto. Basterà immergere l’oggetto in un contenitore ricolmo di aceto di vino e attendere una mezza giornata, oppure una notte intera. L’azione acida del liquido favorirà la rimozione delle ossidazioni, basterà quindi un rapido risciacquo per terminare l’operazione. Per evitare che la ruggine si ripresenti nel tempo, poi, sarà sufficiente strofinare una cipolla sull’oggetto o ricoprirlo con un lieve strato di cera d’api semi-trasparente.

22 dicembre 2013
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