Il Parco Nazionale Akagera, nel nord-est del Ruanda, dopo 15 anni di assenza ha accolto nuovamente 7 esemplari di leone. I grandi felini, 5 femmine e 2 maschi, hanno volato sedati dal Sudafrica per raggiungere la nuova dimora, dove potranno vivere in tranquillità nella speranza il gruppo si allarghi velocemente. L’assenza dei leoni in territorio ruandese porta la data del 1994, cioè la fine della guerra civile, che vide contrapporsi le forze governative contro i ribelli ma anche due etnie differenti (Hutu e i Tutsi). Il 1994 sancisce l’inizio di una nuova e più feroce crisi che condusse rapidamente al genocidio ruandese, uno degli episodi più drammatici e sanguinari che scosse il paese portando all’uccisione di moltissime persone. Le stime ufficiali parlando di oltre 800.000 morti.

Buona parte degli abitanti cercò la fuga, in molti si rifugiarono nei parchi naturali locali e, per non soccombere ai leoni, decisero di avvelenarli. Una scelta condivisa anche da molti pastori che, pur di veder sopravvivere il bestiame, scelsero per la soppressione dei felini. Dagli esami clinici emerse che i corpi dei leoni contenevano tracce di veleno. Ma dopo una lunga attesa finalmente questi eleganti felini rimettono piede in Ruanda, nella speranza di creare una nuova colonia corposa e prolifica. La scelta è ricaduta su alcuni esemplari selezionati da alcuni parchi naturali africani, alcuni dei quali ormai impossibilitati a ospitarli. Peter Fearnhead, parte integrante dell’African Park, ha così commentato la scelta:

Il ritorno dei leoni a Akagera è un passo importante per la conservazione del parco e del paese stesso. Ricreare una condizione di biodiversità in questi parchi è l’elemento chiave del nostro lavoro e che conduce alla conservazione della specie. La nostra associazione, con il supporto del Governo attraverso il Rwandan Development Board, è lieta di poter reintrodurre una delle specie principali di questo territorio-

Anche l’ambasciatore Yamina Karitanyi è certo della scelta positiva, sicuro che incoraggerà l’equilibrio naturale valorizzando il parco anche dal punto di vista turistico. La salvaguardia di questi grandi felini è un lavoro indispensabile, ormai il numero degli esemplari presenti si è ridotto a 20.000 in tutto il globo.

30 giugno 2015
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