Il rosmarino è una pianta aromatica indispensabile in cucina, soprattutto per la dieta mediterranea: insaporisce i cibi, esalta carne e verdure, è l’elemento immancabile di ogni ricetta che si rispetti. Ma è possibile coltivarlo in casa, magari in balcone o su un piccolo appezzamento di terreno in giardino?

Il Rosmarinus officinalis è un arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario di Europa, Asia e Africa, il clima d’elezione per la sua crescita è quello mediterraneo, dove sorge spontaneamente su massi, terreni fertili dominati dal sole e spesso anche su dirupi e colline sporgenti. Proprio per la sua diffusione in cucina, è coltivato efficacemente in ogni angolo dello Stivale. La pianta, che si estende dai 50 ai 300 centimetri d’altezza, si caratterizza per radici robuste e per un fusto molto solido e legnoso, da cui si sviluppano delle foglie coriacee, sempreverdi, sottili e allungate. Produce dei fiori violacei, molto suggestivi e leggermente ricoperti di peluria. Agli scopi culinari, vengono utilizzate le foglie o addirittura rametti interi.

Rosmarino: cosa sapere prima di coltivarlo

Il rosmarino è una pianta che richiede una costante esposizione verso il sole: necessita infatti del caldo e della luce continua per crescere forte e rigoglioso. Per questo, qualora si decidesse di coltivarlo in un vaso o in giardino, sarà utile optare per un’area esposta a sud, dove i raggi solari arrivano per gran parte della giornata.

Il terreno migliore è quello altamente drenante e vagamente secco, poiché lo sviluppo della pianta è poco compatibile con i ristagni d’acqua. Per questo motivo, è sempre consigliato optare per del terriccio poroso, magari mescolato a massi e piccoli sassolini, per garantire un buon flusso dei liquidi.

Proprio in materia d’acqua, il rosmarino richiede un processo di annaffiatura particolare: nel primo anno di vita è necessario un apporto quotidiano, seppur non esagerato, per favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive racchiuse nel terreno e permettere all’arbusto di svilupparsi. Raggiunta una buona altezza, solitamente attorno ai 50-60 centimetri, la pianta entra nella sua fase adulta diventando resistente alla siccità. Questo significa che non richiederà più un quantitativo specifico di liquidi: basterà procedere ogni 2-3 giorni durante i mesi più caldi dell’anno, per ridurre anche a una volta sola a settimana in primavera e in autunno. Qualora si abitasse in una zona frequentemente investita da fenomeni meteorologici, sarà inoltre sufficiente l’apporto di acqua piovana. Infine, il rosmarino resiste anche ai climi invernali, tuttavia è indicato coprire il terreno con cortecce, sassolini e foglie secche affinché le radici non subiscano cali di temperatura troppo elevati.

Rosmarino: come coltivarlo

Il metodo più facile per coltivare il rosmarino è quello di ricorrere alle piantine, largamente disponibili in tutti i negozi di botanica o specializzati in semenze per l’orto. La riproduzione può tuttavia avvenire anche per talea, come si spiegherà sempre in questo paragrafo.

In caso si fosse scelta una crescita da balcone, il primo passo fondamentale è la scelta del vaso: il contenitore dovrà garantire un’altezza di 30-50 centimetri, con una larghezza proporzionale alla crescita che si vorrà raggiungere. Da una una singola piantina nasce infatti un cespuglio dalle caratteristiche simili alla siepe: la sua estensione in altezza e in larghezza sarà determinata proprio dal quantitativo di terreno a sua disposizione. Date queste premesse, è facile capire come di norma si scelga una singola piantina per ogni vaso.

Sul fondo del contenitore andrà predisposto uno strato di ghiaia e cocci, affinché il drenaggio dell’acqua sia rapido e privo di ristagni. Non ultimo, alcuni sassolini potranno essere mescolati direttamente con il terreno, per donare una consistenza ancora più porosa e meno incline a trattenere i liquidi.

Qualora si volesse piantare il rosmarino in giardino, sia per scopi alimentari che come profumatissima siepe, è necessario mantenere circa 50-100 centimetri tra un arbusto e l’altro. Come già ricordato, la pianta può crescere fino a tre metri in altezza e superare abbondantemente il metro e mezzo d’estensione laterale, ovviamente se non opportunamente potata.

Giunto a pieno sviluppo, i rametti di rosmarino vengono raccolti con un taglio obliquo direttamente sull’arbusto, senza però avvicinarsi troppo a nodi e intersezioni. Si ricorre a un procedimento simile anche per la piantagione tramite talea, ovvero inserendo nel terreno un rametto opportunamente lavorato affinché cresca una nuova pianta con le stesse caratteristiche, sia genetiche che olfattive, di quella originaria. Per farlo, si taglia un rametto lungo dai 10 ai 15 centimetri, quindi si rimuovono tutte le foglie fatta eccezione per le più esterne e si inserisce il rametto stesso in un miscuglio di terra e sabbia. Dopo qualche mese – di solito si attende la primavera – le radici si saranno completamente sviluppate e sarà possibile effettuare il rinvaso.

18 ottobre 2014
I vostri commenti
daniele, domenica 13 settembre 2015 alle20:34 ha scritto: rispondi »

ascolta ti do un pratico consiglio da giardiniere, allora prima di tutto scusa se ti scrivo solo dopo due anni ma nn navigo molto su internet per poste e altre cose ma solo per consigli tecnici di produzioni arboree e altre fasi inerenti al giardinaggio le talee devi coprirle quando la stagione avanzata autunnale lascia spazio a quella invernale perche con il freddo le piante nn resisterebbero alle basse temperature. 1 copri le talee con le buste per alimenti 2 utilizza inizialmente vasi piccoli per dare maggiore spazio alla radicazione 3 se hai la polvere rizogena ( ormoni radicanti ) " bagna la parte tagliata e immergi la talea nella soluzione in polvere non devono essere troppo inzuppate altrimenti la fase di radicazione sara contraria e accadra la fase cicatrizzante cioe l opposto 4 mettile in una zona d ombra e riparate anche se hanno la busta trasparente per alimenti perche il contatto con il sole diretto anche se e freddo danneggiera l apparato fogliare una delle cause piu rilevanti di danneggiamento fogliare e che la busta e l acqua che evapora per effetto serra all 'interno di essa provoca l effetto lente. dopodiche con una siringa senza togliere l ago buca la busta e mandagli un po di acqua ogni settimana ok

angelo, domenica 19 ottobre 2014 alle21:51 ha scritto: rispondi »

Egregi signori, io sono un amante del rosmarino, vivo pro in Kazakhstan e mi e molto difficile ottenere quei bei arbusti che ho in italia. qui ho provato con i semi, risultato 0. ho provato con le talee, ?????? . ovviamente lo devo coltivare in casa perche qu i in inverno arriviamo a temp. di -25 -30 o -35. Gradirei avere qualche consiglio pratico su come arrivare ad ottenere un buon risultato. Grazie infinite Angelo

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