Sempre più complesse le condizioni di vita dei cani in Romania, in balia del randagismo, dell’accalappiacani, di strategie altalenanti di metodologia contenitiva violenta e di canili inospitali in attesa della soppressione finale. Ultima in ordine di tempo la notizia di un rifugio pubblico nei pressi di Baia Mare, nella Romania del nord, dove la realtà del sovraffollamento ha spinto gli esemplari alla lotta e alla morte. Un numero elevato dai animali affolla gabbie piccole e non adatte alla salute e protezione dei randagi, che vengono abbandonati al loro destino senza l’agio di cibo e acqua anche se pur minimi. I quadrupedi, in attesa della soppressione, sono spesso vittime della fame e finiscono per aggredirsi tra di loro fino alla morte.

A riportate queste notizie cruente un’associazione di volontari attiva all’interna del canile, la Shelter ONG Baia Mare Dog, rappresentata dal suo giovane esponente Nicolae Vasile. Giunto al canile per recuperare alcuni animali da trasferire presso l’associazione, si è trovato a fare i conti con la macabra scoperta di un cane mutilato e ucciso dagli altri compagni di cella, spinti dalla fame e dalla disperazione. Un’immagine terribile che il giovane ha voluto testimoniare fotograficamente attraverso Facebook, come prova delle condizioni agghiaccianti dei randagi rumeni. La notizia ha avuto subito un forte eco, riportata dapprima dall’associazione animalista che opera sul campo Save the Dogs and other Animals quindi da molte riviste internazionali.

Nicolae Vasile ha condotto in salvo quattro tra i quadrupedi più disperati, quasi impossibilitati a stare in piedi per la fame e la sofferenza. Mentre il sindaco Catalin Cereches ha commentato il tutto brevemente tramite Facebook:

Domani [il rifugio] sarà chiuso. Buona serata.

Non sembra quindi cessare il dramma a cui sono costretti i randagi delle città rumene, sempre al centro di mattanze, avvelenamenti e uccisioni sistematiche. Una condizione difficile contro la quale combattono le associazioni animaliste, cercando di sensibilizzare i comuni sui metodi di contenimento attraverso la sterilizzazione. Ma anche recuperando e salvando i randagi dalle strade, garantendo loro l’unica chance per la salvezza e un’adozione fuori dalla Romania.

28 gennaio 2015
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