Il comune di Cernadova, in Romania, ha deciso per una tregua temporanea nei confronti della mattanza di cani randagi che si consuma ormai da tempo. A comunicarlo è Save the Dogs and other Animals onlus, fondata da Sara Turetta, e che da anni opera sul campo spesso scontrandosi contro la burocrazia ed il disinteresse dei cittadini.

Nonostante le direttive UE la Romania ha proseguito nella cattura e nell’uccisione dei randagi, che popolano le strade di tutto il territorio. Non esiste una legge precisa, nè una regolamentazione delle nascite attraverso la sterilizzazione. I cittadini spesso compiono giustizia privata, sparando autonomamente e avvelenando i cani che popolano le città. Decisive però sono state le 5000 lettere di protesta giunte da tutta Europa, e la comunicazione ufficiale gestita dagli Europarlamentari Nadia Hirsch, Adina-Ioana Valean e Andrea Zanoni.

Il sindaco di Cernadova ha bloccato il rastrellamento da parte dell’accalappiacani, in attesa che Save The Dogs risolva la questione. La onlus si è detta disponibile a recuperare i cani più difficili, riscattandoli dai lager a proprio nome e garantendogli così salvezza e adozione. Non solo, anche molti cittadini rumeni si sono fatti avanti per recuperare i cani di quartiere, da tempo da loro curati e seguiti. Sotto massimo controllo le operazioni dell’associazione Puppy Vet srl, che recupera i cani e li reclude in canile, destinandoli alla soppressione. Operazioni che Save The Dogs e la Ue stanno cercando di limitare e impedire, intercettando i movimenti e le morti.

Ma la Romania non è la sola dove le condizioni dei cani randagi rasentano follia e morte, e dove la giustizia privata è libera di esistere indisturbata. In Ucraina le strade vengono quotidianamente ripulite in modo cruento, così da non disturbare i turisti in arrivo per gli Europei di calcio. E ora si accoda anche l’Albania dove la condanna a morte dei randagi, tramite fucilazione, è stata solo rimandata di 10 giorni.

Questo il comunicato di Save the Dogs:

«5.000 lettere di protesta da mezza Europa e una comunicazione ufficiale da parte degli Europarlamentari Andrea Zanoni, Nadia Hirsch, Adina-Ioana Valean e Dan Jorgensen hanno fermato gli accalappiacani a Cernavoda. La settimana scorsa, per la prima volta nel corso dell’ultimo mese, gli addetti della ditta Alfmob (ora rinata sotto il nome rassicurante di Puppy Vet srl) non hanno fatto la loro apparizione a Cernavoda. Alcuni giorni prima in maniera informale la sindaca di Cernavoda si è impegnata con il nostro direttore generale a fermare tali azioni in cambio della risposta diretta da parte di STD a tutti i reclami fatti dai cittadini nei confronti dei randagi. Pur in assenza di un documento che ufficializzi tale procedura, STD ha confermato la propria disponibilità al ritiro dei cani “problematici”, chiedendo in cambio di fermare le uccisioni di tutti i cani accalappiati a Cernavoda e di poterli riscattare a proprio nome. Su questo fronte, però, siamo ancora in attesa che il Comune “sblocchi” i poveri animali portati al canile di Costanza e ci permetta di adottarli. Alcuni di questi sono stati riscattati da comuni cittadini che si occupavano di loro pur essendo per strada, mentre una decina di taglie piccole (vedi foto) catturate in altre località sono state portate al rifugio di STD di Cernavoda su pagamento di un “riscatto” di 50-70 euro (una cifra spaventosamente alta e a nostro avviso inaccettabile), essendo la loro adozione all’estero cosa certa. Speriamo di darvi presto buone notizie confermandovi che anche i cani di Cernavoda sono stati portati via da quel girone infernale. Nel frattempo gli Europarlamentari firmatari della lettera destinata al comune hanno chiesto in modo ufficiale al Servizio Veterinario di Costanza di verificare che le attività della Puppy Vet srl siano conformi alla legge romena e che i registri di movimentazione degli animali siano correttamente tenuti. Vi terremo aggiornati sull’evolversi della situazione».

12 aprile 2012
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