Non siamo soliti entrare nel dettaglio della vita politica del nostro paese, ma a volte capita di dover fare delle eccezioni importanti. Se l’attenzione di tutti i media ambientalisti (e noi fra gli altri) è stata catturata in quest’ultimo mese dalle vicende del tanto contestato Decreto Romani e dall’approssimarsi dei due referendum su acqua pubblica e nucleare, il governo sembra far di tutto perché non si possa che parlare di lui.

Dopo la tragedia del terremoto in Giappone e l’incidente a Fukushima, la popolarità del nucleare è scesa sotto i livelli di allarme. Questo ha rilanciato alla grande l’istanza referendaria, rischiando di portare “troppa” gente a votare il 12 giugno, facendo raggiungere il quorum ai tre quesiti (non dimentichiamo che anche il legittimo impedimento sarà sottoposto al voto diretto dei cittadini). Un pericolo che l’esecutivo vuole scampare assolutamente.

La svolta, allora, dovrebbe venire da una moratoria di un anno al nucleare, che permetterebbe di scavalcare il referendum – azzoppando anche gli altri quesiti. Paolo Romani sembra fare sul serio, in merito, mentre il presidente Berlusconi resta a scrutare i sondaggi per decidere il da farsi.

Il senatore del PD, Francesco Ferrante ne ha approfittato per commentare:

Comunque vada sarà un pasticcio, ma anche il funerale del nucleare. È impensabile che tra un anno, quando tutto il mondo avrà fatto un passo indietro sull’energia atomica l’Italia decida di andare avanti in perfetta solitudine.

Non ci resta che attendere il proseguo di questa strana storia.

23 marzo 2011
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maria, mercoledì 23 marzo 2011 alle17:31 ha scritto: rispondi »

In questo momento la politica sta vivendo un momento di grande confusione. purtroppo il modello cosidetto democratico sottopone il politico al giudizio popolare che facilmente è orientato non solo dai media ma anche dai bisogni immediati della gente.E' proprio lo sfruttamendo di questo sentimento che da la forza a chi ci governa in questo momento.In una democrazia dai principi sani questi referendum non avrebbero motivo di esistere. Come si può pensare che un bene necessario come l'acqua possa essere gestito da privati? Un politico posa sfuggire al giudizio di un tribunale, L'unico referendum che forse ha un senso è quello sul nucleare, ma anche su questo ho forti dubbi perchè si sceglie anche per le generazioni future, sapendo che i benefici saranno solo nostri mentre i malifici (leggi scorie) solo loro.

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