“È possibile operare in rispetto dell’ambiente”. Questo è il messaggio che l’impresa partita ieri vuole dare. A portarla avanti sarà Matteo Miceli, pluricampione del mondo di traversata atlantica in barca a vela, che dopo una sperimentazione e progettazione durata 5 anni, insieme all’ingegnere e co-proprietario della barca Paolo De Girolamo, partirà con Eco40, un prototipo di 13 metri a “impatto zero”, per una circumnavigazione dell’Antartico.

Una Roma-Roma di 28.000 miglia nautiche, patrocinata dall’Università La Sapienza di Roma e dalla Regione Lazio e sostenuta da vari sponsor che da questa esperienza vogliono caricarsi di un bagaglio green. La barca è dotata di 12 mq di pannelli solari fotovoltaici, due generatori eolici e due idrogeneratori che trasformeranno l’energia cinetica, in energia elettrica. Miceli sa che dovrà porre attenzione a “dosare quest’energia, perché non riuscirò ad averne sempre”.

L’autosufficienza energetica è stata affiancata poi a quella alimentare. Saranno presenti infatti, quali uniche compagne di viaggio, due galline, già “navigate”, visto che non sono alla loro prima esperienza marittima e che produrranno uova in grado di fornire apporto proteico al velista.

Sarà poi presente un orto realizzato su vasche basculanti in fibra di cocco e materiale inerte, illuminato da luce artificiale e irrigato da acqua desalinizzata, che segue i principi delle coltivazioni idroponiche. La pesca e una scorta di “alimentazione di emergenza” costituita da barrette energetiche e bustine liofilizzate, andranno a completare la fornitura alimentare a disposizione.

A sua volta gli scarti di cibo, assieme alle alghe e anche ai risultati dell’evacuazione quotidiana, andranno a formare un compost che verrà utilizzato come fertilizzante. Non basta: sulla barca non ci sarà traccia di combustibile fossile, perché tutto è elettrico ed elettronico, dal microonde per cucinare al GPS, dal pilota automatico ai sistemi di allarme.

Gli obiettivi di questo progetto, sulla scia delle consapevolezze sempre più insindacabili, del mondo scientifico sugli andamenti del surriscaldamento globale, non sono solo scientifici. Si tratterà di un’esperienza di ricerca che dovrebbe durare dai 4 ai 6 mesi circa, ma che vuole andare oltre il monitoraggio dello stato attuale degli oceani e del clima, come scrive lo stesso Matteo Miceli, nell’illustrazione del progetto:

Serve per dimostrare che con le odierne tecnologie e un atteggiamento responsabile, si può vivere e navigare bene.

Vuole inoltre essere una sperimentazione di “innovative soluzioni tecnologiche per la mobilità sostenibile. Il Class 40 in questo caso rappresenta anche una soluzione più economica di altre regate già sperimentate con gli stessi fini. Una barca inaffondabile, la definisce Miceli, come speriamo che inaffondabile possa essere il messaggio e l’esempio che porta con sé.

È possibile seguire l’esperienza in streaming dal sito ufficiale di Matteo Miceli.

20 ottobre 2014
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I vostri commenti
stefano, domenica 12 aprile 2015 alle8:39 ha scritto: rispondi »

Come avete visto il bel pezzo di carbonio assieme a batterie, olio idraulico e altre cose non molto ecosostenibili sono state abbandonate di fronte al Brasile dopo che malauguratamente si e staccato il bulbo della barca che giace sul fondo del mare. Grande onore all'impresa, ma come ho già detto di impatto zero meglio non parlarne.

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