Ancora forte la stretta su Roma da parte di smog, consumo di suolo e rifiuti. Questo il poco incoraggiante scenario tratteggiato dal dossier “Roma negli anni attraverso i dati di Legambiente”, ottenuto riprendendo i dati raccolti negli ultimi nove Rapporti di Ecosistema Urbano. Nei documenti redatti tra il 2003 e il 2011 un bilancio che vede la Capitale vittima della cementificazione e intrappolata dai fumi dell’inquinamento e dalle conseguenza della cattiva gestione del sistema di smaltimento dei rifiuti.

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Domenica 26 maggio e lunedì 27 sono in programma le prossime elezioni amministrative di Roma Capitale, alle quali i romani saranno chiamati a nominare il sindaco che dovrà guidare Roma nei prossimi 5 anni. Chiunque sarà alla guida della città si troverà di fronte un’eredità poco confortante lasciata in dono dalle amministrazioni precedenti, a partire dai dati relativi allo smog e alle polveri sottili.

A causa anche del traffico sempre caotico della Capitale i livelli di PM10 non scendono al di sotto del livello di guardia previsto, passando ad ogni modo dai 47 microgrammi per metro cubo del 2003 (48,3 nel 2004) alla media di 36,5 microgrammi/mc del 2011. Ad influire sui dati però, sottolinea Legambiente, la decisione della Giunta di spostare più volte nel corso degli anni le centraline di monitoraggio. Decisioni che non hanno tuttavia impedito che nel 2012 almeno 4 centraline su 10 si confermassero al di sopra dei limiti previsti per legge.

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Roma stenta secondo Legambiente anche sul fronte della mobilità pubblica, che perde terreno nei confronti del trasporto automobilistico privato (519 viaggi per abitante nel 2011 contro i 541 del 2009), così come restano ferme ai confini 2003 le aree pedonali (appena 0,14 metri quadrati per abitante). La diminuzione per quanto riguarda i mezzi pubblici

Male anche per quanto riguarda le fonti rinnovabili, con le energie alternative che sembrerebbero ancora per lo più “sconosciute” nel panorama capitolino. Problemi reali, con i quali l’associazione ambientalista invita le forze politiche in lizza per il Campidoglio a fare i conti.

Sul fronte rifiuti il problema è più che mai sotto gli occhi di tutti, con l’Italia alle prese con l’ennesima procedura dì infrazione UE provocata dalla mancata chiusura della discarica di Malagrotta. Resta poi anche la questione legata alla raccolta differenziata, che nella Capitale stenta a decollare: il 24,2% nel 2011 secondo i dati, ben lontano da quell’obiettivo dichiarato del 60%. A preoccupare soprattutto il volume dell’immondizia prodotta, che malgrado le diminuzioni causate dalla crisi segna nel 2011 un valore di 645,7 kg per abitante (653 kg nel 2003).

Negativo il bilancio capitolino anche per quanto riguarda il consumo di suolo. Negli ultimi 15 anni a Roma si sono persi oltre 4 mila ettari di terreni agricoli e oltre 400 di aree boschive e di vegetazione riparia. Uno scenario che è costato alla Capitale il 12% del territorio naturale a favore dell’urbanizzazione e che nei prossimi anni porterà, in virtù degli attuali Piani Regolatori, alla perdita di ulteriori 6.700 ettari in larga misura a vocazione agricola.

Un giudizio severo sulla gestione di Roma arriva infine dal Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, che punta il dito sugli errori compiuti dalle precedenti amministrazioni:

Quello che manca alla Capitale è la volontà di pianificare interventi coraggiosi, in grado di invertire la tendenza e di dar vita ad una città sostenibile. Per portare un cambiamento radicale all’interno del Comune di Roma, in termini di sostenibilità e mobilità urbana, servono scelte di indirizzo politico lungimiranti, tese alla tutela del bene collettivo. C’è un’intera grande città da rinnovare, a partire dall’edilizia ormai fin troppo invecchiata, dalla rivitalizzazione dei quartieri, dalla messa in sicurezza delle scuole, dal caos quotidiano nel traffico, dalle condizioni di vita dei pendolari.

23 maggio 2013
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