Roma capitale rinnovabile: pannelli fotovoltaici in scuole e cimiteri

Quando Gianni Alemanno parlava di scommettere sulle rinnovabili, evidentemente lo faceva sul serio. Questo, almeno, emerge dalla nuova delibera della Giunta capitolina. L’idea del Sindaco è semplice:

Avendo detto “no” alle grandi centrali fotovoltaiche nei campi agricoli, vogliamo sfruttare i tetti di Roma a cominciare da quelli degli edifici pubblici. Un intervento che speriamo verrà presto imitato anche dai privati.

Insomma, pannelli fotovoltaici sui tetti delle scuole pubbliche di Roma – si parla di ben 524 edifici – per un investimento di 30 milioni di euro e una produzione energetica prevista di 8GW. Gli ingenti fondi necessari verranno forniti da capitale privato, che in cambio si assicura proventi per 25 anni dei finanziamenti pubblici sull’energia in esubero, secondo le regole del Quarto Conto.

Il Sindaco della Capitale si è mostrato molto soddisfatto:

Solo questo intervento porterà a una mancata emissione in atmosfera di 132.500 tonnellate di CO2 (circa 5.300 tonnellate annue) per quello che è forse il più grande progetto sul fotovoltaico in Italia.

Prevista a breve un’ulteriore delibera comunale per un progetto simile che riguarderà gli spazi cimiteriali. Si tratta di un altro progetto di grandi dimensioni, visto che dovrebbe raggiungere, da solo, ben 4,2GW di potenza. Resta da capire, in linea con quanto dichiarato da Alemanno nei giorni scorsi, quale sarà il ruolo di Acea. In fondo, come recita lo stesso comunicato stampa di Acea, le rinnovabili sembrano essere diventate il nuovo campo di investimento della grande azienda municipale, dopo che il referendum ha eliminato il business dell’acqua:

L’abrogazione delle norme previste dai Referendum non muta il posizionamento attuale di Acea nel mercato idrico nazionale. La Società rimane comunque in attesa dei necessari provvedimenti legislativi conseguenti, al fine di verificare la sostenibilità dei relativi investimenti programmati.

Alternativamente, Acea indirizzerà le proprie risorse in Italia negli altri business dove l’azienda è parimenti leader (distribuzione e produzione elettrica, energie rinnovabili, trattamento e smaltimento dei rifiuti) e all’estero.

L’auspicio è che i piani energetici del Comune di Roma sappiano davvero far fronte ai problemi energetici della città e non solo trovare nuovi investimenti per un’azienda di cui è socio di maggioranza.

23 giugno 2011
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