Dopo il giudizio negativo della Commissione Industria del Senato, anche i sindacati del comparto elettrico manifestano con forza il loro rifiuto alla proposta. La Robin Tax sulle rinnovabili continua ad alimentare dure polemiche, tra ipotesi di cancellazione, di esclusione per le rinnovabili e d’introduzione per i settori “regolati”.

Questa settimana sembra sarà quella decisiva per le modifiche definitive al provvedimento, stabilendo innanzitutto se la tassa si abbatterà anche sul settore dell’energia pulita oppure no. Nel frattempo le borse hanno giocato un ruolo importante nei rapporti di forza e nella definizione di scenari futuri. a uscirne mal ridotte proprio le aziende dei settori “regolati”, come le telefoniche e le autostrade, in seguito all’avanzamento dell’ipotesi di includerle nella tassazione per salvaguardare le aziende energetiche coinvolte nelle rinnovabili (come ad esempio Eni ed Enel).

Nello specifico, a venire tassati sarebbero gli utili oltre una soglia prestabilita e sulla quale si sta scatenando un altro acceso dibattito. Sul provvedimento molto critica la posizione non solo della Commissione Industria del Senato, ma soprattutto dei sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil. In una nota congiunta fanno sapere come secondo loro:

Siamo di fronte a una decisione – sottolineano – che puo’ produrre danni considerevoli ben superiori ai benefici per i conti pubblici. Peraltro, colpire le societa’ quotate dell’energia crea disorientamento nei mercati con effetti sulla capitalizzazione, sugli investimenti e sui dividendi, penalizzando il Tesoro stesso.

L’ira deriva inoltre anche dal fatto che il gettito previsto, in particolare gli 1,8 miliardi per il 2012, non servirà direttamente a rimettere in stesto i conti pubblici, ma a ridurre i tagli da effettuare sui ministeri e sugli enti locali.

29 agosto 2011
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Estepeppe, sabato 3 settembre 2011 alle18:48 ha scritto: rispondi »

Questa immagine mettetela sui cartelloni stradali o pubblicitari. Ovvero due c. bastardi.

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