Ritiro gratutito dei RAEE, Greenpeace denuncia

Sono troppi i negozianti che disattendono la normativa del ritiro uno-contro-uno.

Obbligati per legge a farsi carico gratuitamente dell’apparecchiatura elettrica o elettronica usata (RAEE) del cliente al momento dell’acquisto di un bene equivalente, i rivenditori tendono per lo più a evadere le regole.

A circa un mese dalla partenza effettiva del “decreto Semplificazioni” (D. M. 65/2010) Greenpeace ha constatato la sua mancata applicazione in un’inchiesta svolta sul campo e documentata in video.

A farne le spese è il consumatore che si trova a volte a pagare sia l’eco-contributo previsto nel prezzo di vendita che il costo di smaltimento dell’apparecchio dismesso, oppure a vedersi negato il ritiro dell’apparecchio da dismettere.

Ma più in generale è il sistema della gestione dei rifiuti RAEE che in Italia non funziona come dovrebbe. L’obbiettivo di raccolta stabilito dall’Unione europea (4 Kg per abitante) non è stato ancora raggiunto e

gran parte delle apparecchiature elettroniche prende ancora la strada dello smaltimento in discarica, o presso inceneritori o, addirittura, dell’esportazione illegale nei Paesi in via di sviluppo

A fronte della situazione Greenpeace minaccia un esposto alle autorità chiedendo espressamente al Ministero dell’Ambiente di verificare il rispetto delle leggi emanate a tutela dell’ambiente e dei consumatori.

20 luglio 2010
I vostri commenti
Rita, sabato 25 settembre 2010 alle11:00 ha scritto: rispondi »

Su un sito ho trovato una precisazione: il ritiro dell'usato a domicilio è gratuito se il vecchio apaprecchio viene consegnato in concomitanza con la consegna del nuovo. ES: compro il frigo nuovo e me lo portano a casa, in quel momento gli dò il mio frigo vecchio...Se per colpa mia il negoziante deve fare un altro giro va pagato.

GLORIA, mercoledì 1 settembre 2010 alle18:34 ha scritto: rispondi »

Ho acquistato il mese scorso un la vatrice presso un noto centro commerciale della mia zona. Ho dovuto pagare ben 10 euro per il ritiro presso il mio domicilio. Ho scritto all'ADUC (Associazione per i diritti degli Utenti e dei Consumatori) che mi ha confermato che il ritiro deve essere gratuito anche presso il domicilio del cliente e che quindi i 10 euro richiesti sono illegittimi. Gloria

roberto, domenica 8 agosto 2010 alle13:06 ha scritto: rispondi »

Cortesemente sapreste indicarmi l'articolo di legge in cui e' specificato che per ritiro gratuito si intende la consegna del raee c/o il punto vendita, e non anche presso il domicilio del cliente. Grazie anticipatamente

karl-36, lunedì 2 agosto 2010 alle16:42 ha scritto: rispondi »

E no! Alcuni (tanti, troppi) negozianti e anche supermercati proprio non accettano il vecchio apparecchio nemmeno consegnato al banco.

Maurizio, mercoledì 21 luglio 2010 alle10:27 ha scritto: rispondi »

Si ma se il contributo per il facchinaggio è più alto di quello che spenderei se lo smaltissi personalmente (cioè portandolo in una discarica) vuol dire che qualcosa non torna...

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