Stavolta non sono le rinnovabili ad essere finite sotto la scure dei tagli, ma i bonus fiscali in materia di risparmio energetico. Secondo le prime indiscrezioni, infatti, uno degli emendamenti alla manovra finanziaria approvati nottetempo dal Senato conterrebbe la riduzione lineare di tutte le agevolazioni fiscali previste dall’ordinamento nazionale, incluse appunto quelle riguardanti gli interventi di efficienza energetica.

Secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, in particolare, sarebbero 483 «i regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale» oggetto della “stretta”, che consentirà al Governo di recuperare 20 miliardi di euro. I tagli dovrebbero partire dal 2013, con una riduzione del 5% sulle agevolazioni attuali, per poi salire al 20% l’anno successivo.

Oltre agli interventi di ristrutturazione energetica, dunque, sarebbero a rischio molti altri bonus fiscali, a cominciare da quelli spettanti ai nuclei con figli a carico, dalle spese per l’istruzione, quelle sanitarie e per gli asili nido. Nella sua prima stesura, invece, il testo della manovra stabiliva che la decurtazione sarebbe dovuta scattare solo se il Governo non fosse riuscito a varare la riforma del sistema fiscale e assistenziale.

Con l’approvazione del maxi-emendamento, sul quale l’esecutivo ha già posto la fiducia del Parlamento, il taglio invece ci sarà a prescindere, a meno che non vengano messi a punto, entro il 30 settembre 2013, altri provvedimenti legislativi che assicurino in modo diverso lo stesso risparmio sulla spesa pubblica.

14 luglio 2011
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