Seicento mila euro, a tanto ammonta il risparmio sulla bolletta elettrica conseguito dall’Ospedale Bellaria di Bologna dall’entrata in funzione dell’impianto a trigenerazione da 2.145 kW elettrici, inaugurato nel 2013.

Grazie a un’alimentazione a gas metano, l’impianto fornisce elettricità, energia termica e frigorifera, riducendo le emissioni di gas serra della struttura sanitaria e permettendo all’ospedale di produrre sul posto quasi tutta l’energia di cui ha bisogno.

L’impianto è dotato di un motore a gas naturale, di un generatore sincrono di corrente elettrica e di un impianto frigorifero ad assorbimento. L’energia termica prodotta dal raffreddamento della macchina d’inverno riscalda i locali dell’ospedale e fornisce acqua calda sanitaria, mentre d’estate garantisce energia frigorifera.

Secondo le stime l’impianto, costato 3,3 milioni di euro, in 10 anni consentirà di risparmiare quasi il doppio: 6 milioni di euro. Un risparmio che fa bene anche all’ambiente: in un anno l’impianto energetico all’avanguardia consente di risparmiare l’immissione in atmosfera di 2 tonnellate di CO2. Se tutti gli ospedali italiani si dotassero di impianti simili, l’inquinamento e i costi di gestione della sanità pubblica si ridurrebbero notevolmente.

Lo conferma Pasquale Romio, dirigente dell’Ausl che si occupa della progettazione e dello sviluppo degli impianti energetici. Romio svela quanta energia consuma un ospedale all’avanguardia per poter essere operativo al 100% giorno e notte:

Un ospedale come il Bellaria, tecnologicamente avanzato, ha fabbisogni elettrici e termici notevoli. Più o meno pari a quelli di un paesino di 1600 abitazioni, solo che la fornitura deve essere erogata 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.

Di fronte a queste cifre è evidente che trovare metodi più sostenibili per soddisfare il fabbisogno energetico degli ospedali diventa prioritario. La Ausl di Bologna si è già attivata in questa direzione.

Nei prossimi anni gli impianti di trigenerazione verranno installati in altri 5 ospedali della Provincia. Una piccola grande rivoluzione energetica che dovrebbe essere ultimata già entro il 2016, permettendo all’azienda sanitaria di risparmiare 1,1 milioni di euro all’anno. Risorse ingenti che potranno essere destinate alla ricerca e all’erogazione di servizi fondamentali per i cittadini, messi a rischio dai tagli alla sanità pubblica.

26 maggio 2015
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