I proprietari di animali domestici le conoscono purtroppo bene: le zecche sono uno dei parassiti più diffusi durante la stagione calda, tanto che basta una passeggiata di Fido nell’erba alta per ritrovare sul suo manto tanti ospiti indesiderati. Attenzione, però, perché le zecche apparentemente innocue per il cane potrebbero nascondere insidie gravi per l’uomo.

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I pericoli delle punture delle zecche

L’agenzia ASCA ha messo oggi in rilievo il pericolo della meningoencefalite, una malattia spesso anche mortale trasmessa all’uomo proprio dalle zecche. La responsabile dell’infezione è una particolare specie, la Ixodes Ricinus, diffusa soprattutto nei paesi dell’Est europeo e nelle zone del triveneto – Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Il parassita si insedia nei tessuti di qualsiasi essere vivente ma, nonostante nel cane l’eventuale infezione può apparire asintomatica e risolversi spontaneamente, nell’uomo si può sviluppare una patologia molto grave.

I sintomi appaiono appaiono dopo 7-14 giorni dal morso e spesso sono confusi con una banale influenza. Il malessere è generato da un virus presente nella zecca, che con il morso entra nel circolo sanguigno dell’uomo. Dopo la prima fase ne emerge una seconda che interessa il sistema nervoso centrale, con possibili danni irreversibili che possono condurre anche al decesso. Fortunatamente, da anni esiste un vaccino completamente efficace contro la malattia, da somministrare in due dosi e solitamente indicato per chi si reca all’estero. Al momento la vaccinazione è tutt’altro che obbligatoria – i casi italiani sono comunque limitati, circa 80 dal 2000 a oggi – ma i medici la consigliano a chi dovrà soggiornare in aree mondiali particolarmente esposte, a chi fa vita prevalentemente di campagna, a chi pratica sport all’aria aperta o è sempre in contatto con la natura. Chi non volesse sottoporsi al vaccino, in caso di escursione si vesta con abiti coprenti e usi specifici repellenti. Al rientro, si ispezioni il corpo e il cuoio capelluto per eventuali morsi non rilevati. Critica è la fase di intervento: prima si rimuove la zecca dalla sua sede, minori sono i pericoli. Per 30 giorni dalla data del morso, inoltre, ogni sintomo – anche lieve – di malessere deve essere comunicato al medico, per gli opportuni interventi del caso.

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Zecche e animali domestici: la giusta prevenzione

È facile intuire come il pericolo possa provenire anche dagli animali domestici, ospiti naturali di parassiti indesiderati. Una zecca già impiantata nella pelle di Fido non costituisce un rischio per l’uomo – finché non c’è il morso, non può esserci infezione – ma è bene seguire alcune norme igieniche per evitare effetti indesiderati. Può capitare, infatti, che sul manto del cane siano presenti delle zecche non ancora impiantate, che possono trasferirsi all’uomo con il contatto, una carezza, il gioco. Per proteggersi, dopo una camminata fra prati e boschi o un pomeriggio all’aria aperta, è bene spazzolare accuratamente il cane sulla soglia di casa al rientro, dotandosi di guanti. Se le temperature lo consentono, inoltre, l’ideale sarebbe sottoporre Fido a un bagnetto. Queste operazioni dovrebbero essere effettuate anche in caso si utilizzino repellenti o collari antipulci e antizanzare, perché non sempre riescono a tenere lontano il 100% dei fastidiosi parassiti.

13 giugno 2013
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I vostri commenti
PetFriendlyStays, mercoledì 10 luglio 2013 alle11:07 ha scritto: rispondi »

Trovo un po' eccessivo un vaccino contro questo tipo di malattia, basta stare un po' attenti.

Angelo, lunedì 17 giugno 2013 alle14:42 ha scritto: rispondi »

Purtroppo quelli che stanno a stretto contatto di cani, gatti, ecc. sono proprio i bambini senza contare il loro correre in mezzo a prati, giardini, ecc. ; il vaccino contro la meningoencefalite bisognerebbe introdurlo d'obbligo negli stessi modi con cui si praticano quelli della polio, della tbc, dell'hpv, del morbillo, ecc. ecc.

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