Il tungsteno di cellulari e computer può aumentare in maniera netta il rischio di ictus. A evidenziarne la pericolosità in tal senso alcuni ricercatori britannici in forza alla University of Exeter, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “PLOS ONE”.

Secondo i dati forniti dalla Dr.ssa Jessica Tyrrell, autrice principale della ricerca, le alte concentrazioni di tungsteno nell’organismo corrisponderebbero di fatto a un rischio raddoppiato di manifestare l’ictus rispetto a coloro che mostrano livelli più bassi. Un’esposizione quella dell’uomo al tungsteno destinata ad aumentare, spiega la Dr.ssa Tyrrell:

Mentre attualmente l’esposizione umana al tungsteno è ancora molto bassa, è destinata ad aumentare. Non siamo ancora sicuri del perché alcuni membri della popolazione abbiano livelli più elevati di questo metallo. Un passo importante nella comprensione e prevenzione dei rischi che può comportare per la salute, sarà quello di comprendere il meccanismo con cui riesce a penetrare nei nostri corpi.

Ad essere presi in esame durante lo studio circa 8600 soggetti di età compresa tra i 18 e i 74, le cui condizioni fisiche sono state seguite nell’arco di 12 anni. Come ha sottolineato infine il dottor Nicholas Osborne, co-autore dello studio, i risultati della ricerca potrebbero rappresentare solo un punto di partenza:

La relazione che stiamo vedendo tra il tungsteno e l’ictus può essere solo la punta di un iceberg. Numerose nuove sostanze si stanno facendo strada nell’ambiente, stiamo accumulando un complesso “cocktail chimico” nei nostri corpi.

Attualmente abbiamo informazioni incredibilmente limitate sugli effetti sulla salute dei singoli prodotti chimici e nessuna ricerca ha esplorato come questi composti potrebbero interagire insieme provocando un impatto sulla salute umana.

Alla luce di questi dati assume maggior rilievo la necessità di riciclo e recupero dei RAEE per evitarne la fine in discarica o peggio nell’ambiente. Utile in questo senso l’iniziativa UE e la possibilità di smaltirli con la formula “uno contro zero”, senza quindi l’obbigo di un nuovo acquisto.

14 novembre 2013
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I vostri commenti
tiziana.rita celant, mercoledì 30 aprile 2014 alle21:19 ha scritto: rispondi »

prima di dire o affermare certe cose ,bisogna essere stra sicuri prima che si diffonda il panico

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