Il riscaldamento globale nei prossimi anni causerà periodi di siccità estrema negli Stati Uniti. A rivelarlo è un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori del The Earth Institute della Columbia University. La ricerca, coordinata da Benjamin I. Cook, ha scoperto che le regioni americane più colpite dalla siccità saranno le Grandi Pianure e gli Stati Uniti occidentali.

Secondo gli esperti, nel corso della metà del 21° secolo queste aree andranno incontro a una siccità mai sperimentata in tempi antichi e moderni. A causare l’inaridimento dei terreni sarà soprattutto il cambiamento climatico correlato alle attività umane climalteranti.

Le stime dei ricercatori americani sono a dir poco preoccupanti: gli scienziati rivelano infatti che l’intensità del fenomeno supererà quella registrata nei periodi di siccità più gravi degli ultimi 1.000 anni. Come illustra Jason E. Smerdon, co-autore dello studio:

Le previsioni sui periodi di siccità che affronterà l’America a partire dalla metà del 21° secolo fanno sembrare una passeggiata nell’Eden le siccità più gravi della storia.

Già negli ultimi anni le Grandi Pianure e le regioni occidentali degli Stati Uniti hanno dovuto affrontare periodi di siccità estrema. Stati come la California, il Nevada, il Nuovo Messico, l’Arizona, il Texas e l’Oklahoma negli ultimi 14 anni hanno avuto 11 anni molto secchi.

La siccità ha colpito duramente l’agricoltura, incidendo su oltre 64 milioni di persone residenti nel Sud-Ovest del Paese e nelle Grandi Pianure meridionali. L’impatto della siccità si estende però a una fetta di popolazione ancora maggiore, colpita dalla crisi della produzione agricola.

Molti Stati sono corsi ai ripari, adottando metodi di irrigazione basati sul risparmio idrico, come l’irrigazione a goccia, e limitando l’utilizzo di acqua da parte dell’industria degli idrocarburi, accusata di utilizzare tecniche eccessivamente dispendiose come il fracking.

Queste misure restrittive però non bastano. Grandi riserve di acqua dolce come il lago Mead e il lago Powell sono ai livelli minimi storici. I ghiacciai della Sierra Nevada, che forniscono acqua dolce a Los Angeles e ad altre grandi metropoli americane, si sono ridotti fino a raggiungere 1/4 dei livelli considerati normali. Molti agricoltori californiani sono stati costretti a lasciare i campi incolti a causa della scarsità idrica.

Secondo Kevin Anchukaitis, ricercatore climatico alla Woods Hole Oceanographic Institution, la causa della siccità estrema che sta interessando gli Stati Uniti Occidentali è da attribuire ai cambiamenti nelle precipitazioni e alle variazioni di temperatura riconducibili al riscaldamento globale. Soltanto riducendo le emissioni di gas serra, si potrà scongiurare il peggio.

I ricercatori hanno esaminato 17 differenti modelli climatici, due differenti evoluzioni del riscaldamento globale, una più rapida e una mitigata, e diverse tipologie di suolo, arrivando alla stessa conclusione nella maggior parte dei casi: dalla metà del 21° secolo non sarà più possibile continuare a praticare un’agricoltura intensiva con le risorse idriche a disposizione.

13 febbraio 2015
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mexsilvio, venerdì 13 febbraio 2015 alle19:33 ha scritto: rispondi »

sono Brasile , libia , quelle piu' a rischio , sono studi fatti con i satelliti di due anni fa ...!

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