Le previsioni sull’innalzamento delle temperature per la fine del secolo finora sono state definite catastrofiche. Alla luce degli ultimi studi invece possiamo definirle ottimistiche. L’ultima ricerca, in ordine di tempo, l’ha realizzata il professor Steven Sherwood e il suo team dell’Università del New South Wales, in Australia, e non è per nulla incoraggiante. Secondo il report infatti le temperature nel 2100, al tasso attuale, rischiano di crescere anche più del previsto.

Senza il taglio delle emissioni richieste dagli scienziati di tutto il mondo, le previsioni parlavano di un innalzamento delle temperature di 4 gradi rispetto alla media entro la fine del secolo. Si trattava del doppio rispetto alla soglia di non ritorno, quella considerata pericolosa dai climatologi. Ma la ricerca finora non ha calcolato l’effetto delle nubi sul pianeta, o per essere più precisi, della loro assenza.

Temperature più alte significano minore formazione di nubi. Minor numero di nubi significa meno luce del sole riflessa. La conseguenza è che l’irradiazione solare sarà maggiore rispetto a quella odierna, e di conseguenza lo saranno anche le temperature sul suolo e negli oceani. Per questo i ricercatori australiani possono affermare che le temperature saranno incontrollabili: sicuramente saranno superiori alle previsioni, ma di quanto è impossibile dirlo.

4° C probabilmente sarebbero catastrofici piuttosto che semplicemente pericolosi. Per esempio renderebbero la vita difficile, se non impossibile, in gran parte dei tropici, e garantirebbero l’eventuale scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia e parte della calotta antartica, con il conseguente aumento del livello del mare di molti metri.

afferma il professor Sherwood. Per molti anni il mondo scientifico è stato concorde nell’affermare l’altissima probabilità che di qui a 50 anni il livello della CO2 nell’atmosfera dovrebbe essere di circa il doppio rispetto all’inizio della Rivoluzione Industriale. Le stime per il 2100 fino ad oggi sono state molto variabili e andavano da un incremento di 1,5 gradi della temperatura media fino a 5 gradi. Ora, con la variabile delle nubi introdotta dallo studio australiano, si riducono le incertezze e il range di incremento della temperatura viene ridotto tra 3 e 5 gradi.

2 gennaio 2014
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alberto fior, sabato 4 gennaio 2014 alle10:24 ha scritto: rispondi »

sarà come dicono loro , ma dai dati del mio impianto fotovoltaico degl'ultimi due anni la produzione è calata del 15% nel 2012 e del13 % nel 2013 rispetto al massimo del 2011 , causa ma guarda un pò l'aumento dei giorni con nuvolosità + pioggia rispetto anni 2007 - 2011.

Michael, venerdì 3 gennaio 2014 alle12:08 ha scritto: rispondi »

....è troppo comodo e facile terrorizzare il lettore sprovveduto e narcotizzato da alluvioni di informazion,i spesso contraddittorie, con eventi che forse accadranno fra 90 anni.......tanto quegli illustri troppo spesso sedicenti esperti pro saccoccia propria,, quando tali eventi non dovessero verificarsi, non saranno più al mondo e manco ci si ricorderà di loro ne tantomeno potranno essere chiamati ad assumersi le proprie responsabilità ed a rifondere i danni economici provocati. Sarebbe bello che si smettesse di spararle sempre più grosse e fare ricerche mirate e serie (non per l'interesse economico di pochi) e confrontarsi con chi nel mondo della scienza e non solo, dati alla mano, la pensa diversamente. Eppoi siamo seri , si ha la pretesa di "combattere" (coi soldi del comune cittadino) contro la Natura , il Clima con la faccia di bronzo da venditori di lozioni miracolose, quando è noto anche all'ultimo analfabeta che sono milioni da anni che la Natura ed il suo Clima si evolvono in continuazione e non sono certo le misure costose ( paga pantalone) e ridicole che riducono in 20-30 anni il CO2. Intanto c'è che come al solito pochi (i soliti profeti della disgrazia urlata) godono tanto e tanti godono poco......La Natura se ne frega.......

Giuliano Ceradelli, giovedì 2 gennaio 2014 alle20:22 ha scritto: rispondi »

Egregi Signori, non meraviglia che continuate a pubblicare articoli di questo tenore, mi meraviglierebbe che pubblicaste articoli che sostengono la variabilità naturale del clima. Che i racconti del Prof Sherwood siano “aggiustati” lo possiamo immaginare tutti da sempre, proprio perché sono il risultato della analisi dei lavori scientifici pubblicati da vari "scienziati", ma ricordo che “l’inquinamento politico, ideologico e mediatico, ha creato una insolita divisione nella stessa comunità scientifica con artificiose contrapposizioni”, e che “le variazioni climatiche, da sempre tipiche della dinamica del Pianeta, che costituiscono materia assai complessa e ben lungi dall’essere pienamente compresa” vanno studiate e comprese ancor prima di osservare gli eventi di oggi.

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