La Terra si sta surriscaldando a una velocità mai registrata prima a causa delle emissioni di origine antropica. L’aumento delle temperature, per evitare danni irreversibili al Pianeta e all’umanità, andrebbe contenuto sotto i 2°C diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili. Per rallentare il riscaldamento globale, esistono altre strade, più complesse, dallo stoccaggio del carbonio alla geoingegneria.

Un recente studio ha analizzato i costi di quest’ultima opzione che interviene artificialmente sulle nuvole, aumentando la loro capacità di riflettere la luce solare nello spazio. Con tecniche di geoingegneria il calore che arriverebbe sulla Terra sarebbe inferiore e si otterrebbe un effetto di raffreddamento.

Per fare in modo che le nuvole riflettano una quantità maggiore di luce solare indietro nello spazio, gli scienziati intendono irrorarle con particelle di sale. In questo modo i cumuli diventano più densi e fungono da schermo contro i raggi del sole, proteggendo la terra dal surriscaldamento. La ricerca pubblicata sulla rivista Philosophical Transactions of the Royal Society A, curata dai ricercatori della University of Manchester, ha esaminato quattro diverse tecniche per inseminare le nubi per scoprire quale fosse la più conveniente.

Il metodo risultato più efficace ed economico è stato quello messo a punto da Lord Rayleigh. Questa tecnica prevede che un getto d’acqua salata venga spruzzato in atmosfera. L’acqua evapora velocemente, lasciando soltanto le particelle di sale. I getti dovrebbero essere lanciati da speciali navi che viaggerebbero in lungo e in largo in tutti gli oceani.

Grazie alla geoingegneria, la capacità delle nuvole di respingere la luce solare aumenterebbe del 5%, limitando l’impatto del riscaldamento globale. Il metodo sviluppato da Lord Rayleigh è quello più economico perché richiede solo 30 megawatt di energia, più o meno la stessa quantità consumata da due navi di grossa stazza.

Gli esperti si affrettano a precisare che non stanno suggerendo di utilizzare questa tecnica per limitare l’aumento delle temperature. Ciononostante gli autori sono convinti che bisogna essere pronti a tutto, perché se ogni altro tentativo di ridurre le emissioni di gas serra fallirà, non resterà che ricorrere a interventi più invasivi che alterano i cicli di carbonio del Pianeta.

16 dicembre 2014
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