I mesi che segnano a livello mondiale un caldo da record si succedono uno dopo l’altro. Secondo il National Climatic Data Center (NCDC), da aprile 2014 a settembre, solo luglio è uscito dal podio delle temperature più alte della storia, gli altri mesi hanno segnato tutti un record. Limite stabilito in base ai dati raccolti a partire dal 1880, anno in cui sono iniziate le rilevazioni in modo preciso e accurato.

In Italia non ce ne siamo accorti, ma se si analizzano le medie delle temperature a livello globale questi sono i risultati. Settembre, secondo i dati misurati dalla NASA, ha superato di 0,77 gradi Celsius le temperature medie dello stesso mese considerando gli anni che vanno dal 1951 al 1980. Recenti studi dimostrano che questa è l’ondata di caldo più intensa da 4000 anni a questa parte.

Sembra che un contributo al caldo torrido sia stato dato da El Niño, in quanto responsabile di variazioni termiche delle correnti dell’Oceano Pacifico centro-orientale. Proprio da lì sarebbero arrivate masse di calore che avrebbero influenzato il clima globale.

Se si considera che ci sono degli studi paleoclimatici e di modellazione recenti che individuano il surriscaldamento globale come causa di un aumento della frequenza con la quale si manifestano questi fenomeni, si capisce non solo che è un meccanismo ciclico di azione e reazione, ma anche che le prospettive future non saranno buone se non si riuscirà a spezzare questo ciclo.

Collegate alle temperature ci sono infatti i livelli di CO2 che in aprile, in tutto l’emisfero settentrionale, hanno raggiunto valori di 400 ppm, paragonabili a quelli che si avevano tra i 3,2 e i 5 milioni di anni fa, quando il clima era ben diverso da quello attuale.

Gli oceani continuano ad assorbire calore e questo comporta l’acidificazione delle acque, cresciuta, secondo i dati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), del 26% dall’inizio dell’era industriale.

Questo sarà impattante anche per gli ecosistemi marini, se si pensa che servono milioni di anni per il ripopolamento di specie compromesse.

Finora il calore inglobato negli oceani ha determinato un rallentamento delle dinamiche di aumento delle temperature degli ultimi 15 anni, come molti studi hanno confermato, ma non è semplice prevedere se e come questo potrà continuare.

15 ottobre 2014
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