L’aumento delle temperature avrà effetti devastanti sul territorio italiano. A causa del riscaldamento globale l’Italia nei prossimi decenni verrà colpita da eventi meteo estremi sempre più frequenti, incendi, ondate di calore, siccità e inondazioni. A sostenerlo è l’ENEA in una recente analisi sui futuri scenari climatici in Italia, in Europa e in Nord-America.

Secondo le proiezioni dei ricercatori il clima del Sud Italia nei prossimi anni sarà sempre più simile al clima nordafricano. Le precipitazioni meno abbondanti in estate e in inverno causeranno lunghi periodi di siccità mettendo a rischio l’agricoltura e la salute pubblica. Il clima delle regioni dell’Europa nord-occidentale, della Gran Bretagna e della Scandinavia sarà invece caratterizzato da estati molto secche e inverni più piovosi.

Le temperature si faranno più miti anche nella regione dei Balcani. In Paesi come la Russia, l’Ucraina e il Kazakistan oggi caratterizzati da inverni rigidi le temperature minime nei mesi invernali saranno sempre più alte. L’aumento delle temperature invernali interesserà anche le regioni nord-occidentali del Nord America.

L’ENEA lancia l’allarme sui rischi del riscaldamento globale per le zone costiere. In Italia ben 33 aree sono estremamente vulnerabili all’innalzamento del livello dei mari. Intere regioni costiere come la laguna di Venezia, la Versilia e la piana di Catania potrebbero essere sommerse dalle acque. Le inondazioni causerebbero ingenti danni economici costringendo la popolazione a migrare verso le aree più interne.

L’ENEA invoca piani di monitoraggio continui e più estesi capaci di fornire ai governi i dati necessari a pianificare interventi di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Malgrado il riscaldamento globale abbia effetti in tutto il mondo e colpisca anche le aree remote i Paesi del Mediterraneo sono più vulnerabili a causa della particolare conformazione e collocazione geografica. Le nazioni maggiormente esposte all’impatto dei cambiamenti climatici devono adottare strategie a lungo termine per evitare danni permanenti alle attività agricole e industriali e tutelare la popolazione.

4 dicembre 2015
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