Nel tentativo di chiarire il ruolo dei vari ecosistemi terrestri nella mitigazione del riscaldamento globale, i ricercatori della University of Washington hanno individuato nei deserti un insospettabile alleato contro l’innalzamento delle temperature. L’autore principale della ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Climate Change, è il professor R. Dave Evans, docente di scienze biologiche specializzato in ecologia e cambiamenti climatici.

L’équipe coordinata da Evans ha scoperto che le aree aride della Terra, tra gli ecosistemi più grandi dell’intero Pianeta, assorbono una grande quantità di CO2. Maggiori sono i livelli del gas serra, più CO2 viene immagazzinata dai deserti. Un fenomeno naturale che si traduce in una mitigazione del riscaldamento globale. Le aree aride e le aree semi-aride insieme occupano quasi la metà dell’intera superficie terrestre. Capire come interagiscano con l’aumento della CO2 nell’atmosfera è fondamentale per predire l’impatto futuro dei cambiamenti climatici. Come ha illustrato il professor Evans:

Il nostro studio ha svelato l’importanza degli ecosistemi aridi. I deserti sono un deposito importante per l’anidride carbonica atmosferica. Quando i livelli di CO2 salgono, i deserti fanno in modo che la loro capacità di assorbimento di CO2 dall’atmosfera aumenti. In questo modo le aree aride aiutano a smaltire un po’ della CO2 in eccesso, impedendo che resti tutta nell’atmosfera. Certo, non possono assorbirla tutta, ma si rivelano di grande aiuto.

I ricercatori hanno testato la reazione dei deserti all’aumento delle temperature in uno studio sul campo durato dieci anni. I terreni del deserto del Mojave sono stati esposti a livelli elevati di biossido di carbonio simili a quelli attesi nel 2050 se il riscaldamento globale non dovesse subire rallentamenti, pari a 550 parti per milione. Successivamente le piante e il suolo sono stati rimossi, fino a un metro di profondità, per analizzare quanto carbonio avessero assorbito il terreno.

Anche se le foreste assorbono più CO2, i deserti occupano una superficie molto vasta e hanno un ruolo non trascurabile nella mitigazione del riscaldamento globale. Nello specifico i deserti potranno assorbire il 4-8% delle emissioni attuali e dal 15 al 28% delle emissioni globali immagazzinate dall’intera superficie terrestre. I ricercatori hanno registrato una maggiore attività di immagazzinamento nella rizosfera, una zona particolarmente ricca di microorganismi localizzata intorno alle radici.

I ricercatori precisano che lo studio non ha tenuto conto di altre variabili legate ai cambiamenti climatici, come il flusso di precipitazioni più o meno intenso e le variazioni di temperatura. Inoltre gli studiosi hanno espresso preoccupazione per la tutela delle aree aride, messa a rischio dalla popolazione in costante crescita che cerca sempre nuove aree da urbanizzare.

7 aprile 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 8 aprile 2014 alle1:52 ha scritto: rispondi »

Comunque, gira e rigira, alla fine si arriva sempre alla base del problema : la sovrappopolazione.

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