Il riscaldamento globale è causato dalle emissioni antropiche. A confermarlo è una recente ricerca della University of Southampton pubblicata sulla rivista Nature Geoscience. Lo studio, firmato da Philip Goodwin, Richard G. Williams e Andy Ridgwell, chiarisce la relazione tra la CO2 immessa in atmosfera dalle attività umane e l’aumento delle temperature registrato dalla fine del 1800, quando ebbe inizio l’era dei fossili, a oggi.

Secondo gli esperti, anche se gli oceani assorbono parte dell’anidride carbonica emessa dalle attività umane, l’inquinamento generato ha effetti per secoli e incide pesantemente sulla’aumento delle temperature globali. Nello specifico, secondo le stime degli scienziati, ogni milione di milioni di tonnellate di CO2 generate la temperatura aumenta di un grado Celsius.

Anche se l’umanità riducesse notevolmente le emissioni di gas serra, nei prossimi anni il riscaldamento globale sarebbe comunque molto marcato a causa della mole di CO2 immessa nell’atmosfera nei secoli scorsi. Per gli esperti non c’è altro tempo da perdere e bisogna agire su più fronti, prendendo in considerazione l’ipotesi di investire massicciamente nelle tecnologie di stoccaggio del carbonio per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici. Come ha illustrato Phil Goodwin, docente all’Ocean and Earth Science della University of Southampton:

La nostra analisi mette in evidenza la natura quasi irreversibile delle emissioni di carbonio per il riscaldamento globale. Una volta che il carbonio è stato emesso in atmosfera l’effetto di riscaldamento durerà molti secoli, anche dopo che gran parte del carbonio è stato assorbito dagli oceani.

Secondo gli autori della ricerca, l’umanità non può permettersi di aspettare che il riscaldamento globale sia giunto a livelli record prima di ridurre le emissioni. Sarebbe un’illusione credere che il clima torni alla normalità come se niente fosse accaduto.

Intanto anche dall’ONU arriva un appello urgente per la mitigazione del riscaldamento globale. Secondo Christiana Figures, responsabile per il clima delle Nazioni Unite, il 2014 rischia di essere l’anno più caldo della storia.

Entro il 2100 la temperatura potrebbe aumentare di 4 gradi centigradi, causando milioni di danni e migliaia di vittime. Per la Figures, per contenere le perdite economiche e umane dei cambiamenti climatici occorre limitare l’aumento delle temperature a 2°C e trarre ispirazione dalle antiche civiltà peruviane come i Nazca che riuscirono a sopravvivere alle calamità naturali con tenacia e sforzi collettivi.

2 dicembre 2014
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I vostri commenti
Luca, lunedì 5 giugno 2017 alle18:21 ha scritto: rispondi »

Con Trump che ha deciso di uscire dagli accordi di Parigi adesso siamo a posto.

Karlo Foskolo, giovedì 4 dicembre 2014 alle8:41 ha scritto: rispondi »

Peccato che le temperature della bassa troposfera misurate dal sistema satellitare RSS siano senza incrementi significativi da 18 anni e 2 mesi. foskolo

GNOCCHI ENRICO, mercoledì 3 dicembre 2014 alle12:27 ha scritto: rispondi »

CONCORDO CON SILVANO GHEZZO.. Ma il processo inverso di crescita della popolazione a mio parere sarà putroppo molto lento e forse dovuto ad un "selezione naturale" più che ad una cultura consapevole. Da subito è necessario che le Nazioni Unite intervengano perentoriamente con un piano a medio termine di interventi strutturali sull'utilizzo delle fonti rinnovabili. Ogni nazione dell'ONU deve versare in base al proprio PIl, o altro parametro concordato, una percentuale di denaro per istituire un fondo mondiale che aiuti le nazioni più virtuose nella direzioni delle rinnovabili. Gli effetti della imminente catastrofe ambientale o comunque le sempre maggiori difficoltà di sopravvivenza di milioni di persone causeranno migrazioni e guerre fra i poveri che faranno impallidire le attuali preoccupazioni che abbiamo verso il cosiddetto "terrorismo" saluti e ...auguri Enrico Gnocchi

Silvano Ghezzo, mercoledì 3 dicembre 2014 alle1:40 ha scritto: rispondi »

Troppa popolazione mondiale, se continua ad aumentare la catastrofe sarà inevitabile; si potrà fare tutta l'ecologia di questo mondo, ma non sarà sufficiente.

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