La diffusione dei parassiti favorita dall’effetto di riscaldamento globale. Lo sostiene uno studio brittannico condotto dalle università di Exeter e Oxford, secondo il quale il global warming fornirebbe a tali organismi nuove aree “calde” dove riuscire a sopravvivere.

Col progressivo aumentare delle temperature anche in aree prima più fredde, i parassiti cominciano a trovare livelli termici sufficienti alla propria sopravvivenza e riproduzione, rappresentano così una minaccia per le coltivazioni locali. Secondo i dati pubblicati su Nature Climate Change viene perso ogni anno per questo motivo tra il 10 e il 16% della produzione agricola globale, utile a sfamare circa il 9% dell’intera popolazione della Terra.

In forte sviluppo secondo i ricercatori varie tipologie di parassiti tra cui batteri, virus, funghi e insetti, con la varietà delle specie in continuo aggiornamento. Un andamento inarrestabile secondo la Dr. Sarah Gurr dell’Università di Exeter, almeno fino a che non verrà arrestato il riscaldamento globale:

Se vogliamo fermare la distruzione inesorabile delle colture mondiali causate dal cambiamento climatico sono necessari nuovi sforzi per monitorare i movimenti e quindi la diffusione dei parassiti delle colture da regione a regione.

La loro diffusione è anch’essa causata, si ricorda nello studio, dall’attività umana. Un esempio è l’attività di trasporto internazionale, responsabile inoltre per la diffusione in Italia di una specie vegetale tipica degli USA, l’ambrosia.

I parassiti dei raccolti monitorati negli ultimi 50 anni sono stati 612 e il loro movimento nelle direzioni nord e sud si produrrebbe proprio in relazione ai periodi di maggiore crescita del riscaldamento globale. Un potenziale rischio per la stessa produzione alimentare mondiale secondo quanto riferito dal Dr. Dan Bebber, anche lui appartenente all’Università di Exeter:

Se con il continuo riscaldamento della Terra i parassiti delle colture proseguiranno a marciare verso i Poli gli effetti combinati di una popolazione mondiale in crescita e la maggiore perdita di raccolti devastati dai parassiti porrà una seria minaccia per la sicurezza alimentare globale.

3 settembre 2013
I vostri commenti
guidocarli, mercoledì 4 settembre 2013 alle5:28 ha scritto: rispondi »

tra' le preoccupazioni, per l'inquinamento prodotto dall'uomo, e dagli animali,si aggiungono guerre, causate dalle (potenze mondiali) sia militari che speculative, nonostante questo, sono ottimista. quello che l'uomo sta' facendo, cercando ricchezze sfruttando pure la scienza,e l'informazione per creare poverta'ad altri popoli per proprio tornaconto, un giorno FINIRA',in quanto all'inquinamento, credo che la natura sia una creatura viva,noi potremo inquinare quanto vogliamo, ma quando la misura sara' colma,essa stessa rimettera'tutto come prima,come dice toto'..(.A, LIVELLA)

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