Il riscaldamento globale non risparmia il sottosuolo. Oltre all’aumento delle temperature delle acque oceaniche e di quelle atmosferiche, anche le falde acquifere si surriscaldano. A rivelarlo è un recente studio condotto dai ricercatori dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, pubblicato sulla rivista specializzata Hydrology and Earth System Sciences.

Secondo gli scienziati, le temperature delle acque sotterranee sono influenzate dal riscaldamento globale proprio come quelle atmosferiche, anche se l’impatto dei cambiamenti climatici sul sottosuolo è minore e smorzato. I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti dagli operatori degli acquedotti comunali nelle falde freatiche intorno alle città di Colonia e Karlsruhe. Gli addetti al controllo delle acque hanno monitorato le falde per quarant’anni, fornendo agli studiosi materiale attendibile su cui lavorare.

Esaminando le rilevazioni delle temperature in un arco di tempo sufficientemente lungo, l’équipe dell’ETH è riuscita a dimostrare che le falde acquifere si stanno surriscaldando. Come ha illustrato Peter Bayer, geologo che ha curato lo studio:

Il riscaldamento globale si riflette direttamente sulle acque sotterranee, anche se arriva smorzato e a scoppio ritardato.

A surriscaldarsi sono soprattutto le falde acquifere che scorrono a meno di 60 metri di profondità. Le temperature dell’atmosfera terrestre mediamente sono aumentate di 0,13 gradi centigradi per decennio negli ultimi cinquant’anni. Lo scambio di calore tra l’atmosfera e il sottosuolo ha portato al riscaldamento delle falde acquifere.

Al momento le conseguenze dell’aumento delle temperature nel sottosuolo sono difficilmente prevedibili. I ricercatori ipotizzano che le temperature più calde potrebbero influenzare gli ecosistemi sotterranei. Per gli organismi criofili, come alcuni pesci, il riscaldamento delle acque sotterranee potrebbe avere ripercussioni negative.

Senza contare che l’acqua più calda potrebbe favorire la proliferazione dei batteri, portando alla diffusione di agenti patogeni gastro-intestinali. Non mancano però potenziali benefici, come spiega Kathrin Menberg, prima firma dello studio:

Ad esempio il calore in eccesso della falda acquifera potrebbe essere utilizzato per produrre energia geotermica.

12 novembre 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 13 novembre 2014 alle23:58 ha scritto: rispondi »

Hai ragione Angelo, sembra che qualcuno , pur di guadagnarci, non abbia nessuno scrupolo a rendere invivibile questa nostra terra.

Angelo, giovedì 13 novembre 2014 alle11:57 ha scritto: rispondi »

Se poi aggiungiamo anche gli agenti chimici immessi nel sottosuolo per ricavare gas di scisto .............!

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