Per trovare riparo dalle rigide temperature invernali gli italiani non rinunciano al caminetto, tanto che i consumi di legname registrati ogni anno nel nostro Paese sono equiparabili a quelli dell’energia elettrica e del GPL impiegati per i moderni impianti di riscaldamento. A rivelarlo sono gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT.

L’istituto di statistica ha analizzato le spese degli italiani per l’acquisto di legna da ardere, GPL ed elettricità, scoprendo che in molte regioni il caminetto sta conoscendo un ritorno di fiamma ed è la fonte di riscaldamento preferita. Il legname viene impiegato sia per riscaldare gli ambienti domestici che per riscaldare l’acqua a uso sanitario tramite termocamini. Il segretario nazionale del Centro per i Diritti del Cittadino, Ivano Giacomelli, e il Responsabile degli Affari Istituzionali Luigi Gabriele, invitano a non trascurare questi dati e a prestare attenzione a questa tendenza:

Non è poco perché in termini quantitativi vuol dire che l’anno scorso sono stati consumati 17 milioni di tonnellate di combustibile proveniente dai boschi pari a 3,2 tonnellate pro capite.

Analizzando i dati dell’ISTAT emerge che a consumare più legna da ardere sono le comunità montane. Oltre il 40% delle famiglie residenti in località di montagna possiede e utilizza il caminetto. A livello regionale i consumi maggiori si registrano in Umbria e in Trentino-Alto Adige dove quasi una famiglia su due ricorre alla legna per riscaldare casa.

A livello nazionale, una famiglia su cinque utilizza la legna per produrre energia. Meno elevato il consumo di pellet, impiegato da appena il 4,1% della popolazione.

Al Sud il caminetto è presente e viene acceso mediamente nel 22% delle case. Gli italiani, complice la crisi economica, si riscoprono ancora una volta “raccoglitori”. Oltre la metà dei cittadini meridionali che accendono il caminetto preferiscono infatti non acquistare la legna, ma recarsi nei boschi e procurarsela autonomamente raccogliendo fascine. Un’attività che secondo Giacomelli e Gabriele aiuta a tenere puliti i boschi, altrimenti lasciati all’incuria.

I due ricordano, però, che i caminetti devono essere tenuti puliti e che almeno una volta all’anno va effettuata una manutenzione straordinaria avvalendosi di personale qualificato. Inoltre è bene bruciare soltanto legna naturale, non trattata con sostanze chimiche, per evitare la dispersione di particelle contaminanti pericolose per l’ambiente e per l’uomo.

16 gennaio 2015
I vostri commenti
vittorio, lunedì 19 gennaio 2015 alle19:19 ha scritto: rispondi »

sono del parere di silvano invece della legna sarebbe meglio puntare sul solare

Silvano Ghezzo, venerdì 16 gennaio 2015 alle19:54 ha scritto: rispondi »

Purtroppo il "rovescio della medaglia" consiste nelle emissioni fuoriuscenti dai camini che rendono alquanto mefitica, l'aria urbana, specialmente dove non esiste un'adeguata ventilazione naturale come la pianura padana e in generale le grandi città.

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