Dal 2007 al 2015 in Italia sono stati realizzati 2,5 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici, per una spesa complessiva di 28 miliardi di euro. Sono le cifre contenute nel rapporto sull’efficienza energetica dell’ENEA, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. L’analisi, presentata questa mattina a Roma presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, ha evidenziato le ricadute occupazionali, economiche e ambientali della filiera dell’efficienza energetica, rivelando una media annuale di 50 mila addetti.

Grazie alla riqualificazione energetica degli edifici in Italia sono stati risparmiati 10 Mtep all’anno, con una riduzione delle emissioni di CO2 di ben 26 milioni di tonnellate. L’economia nazionale ha inoltre beneficiato di un risparmio di 3 miliardi di euro sulle importazioni di combustibili fossili.

Gli analisti dell’ENEA sottolineano la posizione da leadership conquistata dall’Italia in Europa sul fronte dell’efficienza energetica. Il nostro Paese ha un’intensità energetica inferiore del 18% alla media europea e ha già raggiunto con 4 anni d’anticipo il target del 32% fissato per il risparmio energetico.

Un vantaggio sulla tabella di marcia guadagnato soprattutto grazie al meccanismo dei Certificati Bianchi e alle detrazioni fiscali destinate agli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Gli ecobonus sono stati sfruttati soprattutto per l’isolamento termico degli edifici, per la sostituzione degli infissi e degli impianti di riscaldamento inefficienti.

Nel suo intervento il presidente dell’ENEA Federico Testa si è detto soddisfatto dai traguardi già tagliati dall’Italia sul fronte dell’efficientamento energetico degli edifici, spiegando però che esistono ancora ampi margini di miglioramento soprattutto negli stabili condominiali datati anni Sessanta e Settanta:

Dobbiamo trovare meccanismi incentivanti per consentire di diventare green anche a quanti vivono in questi complessi e non hanno risorse da investire.

Per sfruttare appieno il potenziale di efficienza energetica italiano secondo gli esperti dell’ENEA occorre agire su più fronti: da un accesso più facile agli strumenti finanziari a una migliore informazione e sensibilizzazione sul tema.

Azioni che ridurrebbero ulteriormente i consumi di energia, già calati del 3,4% nel 2014. Il settore civile è quello a più alto impatto perché assorbe una fetta del 37,1% dei 151 Mtep consumati ogni anno in Italia. Seguono il settore dei trasporti e l’industria, rispettivamente a quota 33,3% e 21,3%. Secondo le stime dell’ENEA gli interventi di efficientamento energetico sugli edifici pubblici permetterebbero di ridurre i consumi fino al 40%.

Dalla relazione emerge che l’industria dal 2007 al 2014 ha registrato una riduzione dei consumi di ben il 31,5% dovuta alla congiuntura economica sfavorevole. Per ridurre i consumi finali di energia delle imprese in prospettiva dell’uscita dalla crisi l’ENEA ha introdotto nuove misure per l’efficienza energetica. Tra queste la diagnosi energetica degli edifici aziendali, presentata nel 2015 per ben 10.823 edifici.

Nel settore residenziale il calo dei consumi nel 2014 è stato del 15%. I consumi sono stati di 25,5 Mtep, mentre nel settore non residenziale la riduzione è stata del 6,2%, per consumi complessivi pari a 19,2 Mtep.

Il rapporto dell’ENEA fa emergere dati confortanti anche sul consumo dei fossili, sceso dal 99% del 2007 al 95,7% del 2014. Una contrazione dovuta al minore consumo di benzina e di gasolio e a un maggiore utilizzo dei biocarburanti.

In occasione del convegno a Roma abbiamo intervistato il presidente ENEA Federico Testa che ha così sintetizzato i punti chiave del rapporto presentato questa mattina:

23 giugno 2016
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