Gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici residenziali comportano investimenti iniziali spesso troppo onerosi per molte famiglie. La misura dell’ecobonus consente di recuperare il 50-65% della spesa sostenuta sotto forma di detrazioni fiscali spalmate in 10 anni. Ciononostante i cittadini meno abbienti stentano a reperire i fondi necessari ad avviare i progetti. Una proposta di legge del PD potrebbe risolvere il problema consentendo alle banche di anticipare l’ecobonus ai contribuenti.

Il titolo del provvedimento presentato alla Camera dalla deputata Sara Moretto è “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”.

La proposta di legge prevede che le banche possano anticipare alle famiglie 420 euro su 1.000 euro di spesa fatturata per ristrutturare gli immobili. Gli istituti di credito potranno recuperare la somma erogata in dieci anni “ereditando” le detrazioni fiscali che spettavano ai contribuenti.

Il credito erogato alle famiglie avrà un tasso di sconto del 3,09%. Ogni anno il debitore verserà anche gli interessi maturati sulla somma anticipata dalla banca. Il tasso diminuirà progressivamente a seguito del recupero dell’ecobonus da parte dell’istituto di credito.

Per le spese di riqualificazione energetica che godono dell’ecobonus del 65% le famiglie anticiperanno solo 450 euro su 1.000 euro di spesa. La banca anticiperà i restanti 550 euro per poi recuperarli nei 10 anni successivi.

Il meccanismo della cessione del credito è già stato introdotto nella legge di Stabilità 2016 per agevolare gli interventi di riqualificazione energetica effettuati dalle fasce incapienti sulle parti comuni condominiali. La norma prevede la cessione del credito alle imprese che effettuano i lavori ma finora non ha riscosso molto successo.

La proposta di legge del PD avrebbe un impatto maggiore. Lo dimostra anche il parere favorevole del presidente della CNA Daniele Vaccarino. Secondo Vaccarino questo provvedimento sbloccherà gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici condominiali in cui vivono proprietari che non possono permettersi spese elevate per far partire i lavori. Se la legge dovesse entrare in vigore, le spese per i lavori edili aumenterebbero di 5 miliardi di euro, per un totale di 24 mila occupati in più in un anno.

11 luglio 2016
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