I cambiamenti climatici influiscono sulle capacità di riproduzione degli animali, mettendo a rischio sempre più specie. È quanto sottolinea in occasione di San Valentino il WWF, spiegando come il global warming stia rendendo la vita impossibile per molti esemplari selvatici, in particolare le specie migratorie. Sono numerosi i volatili che hanno cambiato le loro abitudini, tanto da modificare profondamente i loro cicli di fertilità, accoppiamento e accudimento della prole.

Le urie nord-americane, ad esempio, hanno anticipato la riproduzione di 24 giorni nell’arco degli ultimi 10 anni, mentre i fringuelli inglesi iniziano la fase del corteggiamento e della riproduzione praticamente al termine dell’inverno, per temperature primaverili sempre più elevate. Sono centinaia le specie cadute in confusione per un clima sempre meno riconoscibile, così come Fabrizio Bulgarini, Responsabile Programma Biodiversità del WWF, sottolinea:

Gravi sono anche le conseguenze dei cambiamenti climatici su molte specie poiché hanno alterato il successo riproduttivo: i pinguini delle Galapagos sono diminuiti del 50% dal 1979 a causa dei prolungati fenomeni del Nio e conseguenti bassi livelli di riproduzione; le berte cuneate australiane non hanno avuto cibo sufficiente per i pulcini nel 2002 a causa dell’innalzamento della temperatura del mare. Uno studio ha monitorato con osservazioni satellitari quattro colonie di pinguini imperatore in Antartico: ebbene, alcune di esse hanno spostato il loro sito tradizionale di riproduzione negli anni (2011, 2012) in cui lo strato di ghiaccio che usualmente utilizzavano tardava a formarsi, per l’aumento delle temperature. In questo caso i pinguini hanno utilizzato la banchisa polare.

Un fenomeno che non coinvolge soltanto animali artici o esotici – tra cui appunto i pinguini – ma anche le specie di casa nostra. Grazie alla fitta rete delle Oasi WWF e all’Osservatorio Oasi, appare evidente come le fioriture delle specie selvatiche siano sempre più anticipate, così come anche precoce è la migrazione degli uccelli. Per questo motivo, per San Valentino il WWF invita all’adozione di un orso polare, con una donazione che servirà all’associazione per progetti di conservazione e reintegro delle specie animali più colpite.

13 febbraio 2014
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I vostri commenti
Marco, sabato 8 marzo 2014 alle13:45 ha scritto: rispondi »

Comunque ,purtroppo la maggior parte delle persone reagisce difronte ad un inverno mite in modo positivo. Meno freddo da sopportare ,bollette del gas meno care. Difronte ad un giorno di pioggia molte sono le persone che stornano il naso. Solo quando gli interessi dei privati verranno toccati ,solo allora vi sarà una presa di coscienza su quello che sta accadendo. Solo quando l'acqua verrà razionata,e prima o poi succederà ...anche nelle grandi città ,inizieremo a porci nuove domande. Basti guardare quello che sta accadendo in California. Come pensate che sarà l’estate del 2014? Secca e torrida Ciao

R.Sorgenti, venerdì 14 febbraio 2014 alle20:24 ha scritto: rispondi »

Ma è possibile che c'è chi pensa davvero di poter modificare il Clima del Pianeta? Basta con queste assurde e costosissime eresie, che portano a dilapidare enormi risorse (a vantaggio dei furbi), invece di affrontare i veri problemi dell'umanità: - 1,3 miliardi di esseri umani NON ha ancora accesso all'elettricità; - 2 miliardi di esseri umani usano biomasse (tra cui lo sterco di animale seccato) per cucinare e scaldare i loro ambienti. Per non parlare della fame e delle condizioni di vita di costoro. Noi invece sperperiamo risorse per ingrassare i catastrofisti e gli speculatori.

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