Ripartitori di calore: dopo 10 anni la sostituzione

È ormai assodato che grazie ai ripartitori di calore ci sia la possibilità di risparmiare energia e di venire a conoscenza di informazioni essenziali che aiutano a cambiare i propri comportamenti, generando ulteriori risparmi. I ripartitori, infatti, sono dispositivi atti alla rilevazione dei consumi dei propri radiatori e, dal 30 Giugno 2017, sono diventati obbligatori per legge in edifici con un impianto di riscaldamento centralizzato. Anche se, stando alle stime interne di Qundis, ci sarebbero all’incirca un milione di appartamenti da adeguare a norma.

Ma, mentre alcuni avranno il problema di dover installare ex novo i ripartitori, altri – i più lungimiranti ad aver pensato alle potenzialità di risparmio già qualche anno fa – dovranno fare i conti con un’eventuale sostituzione dei dispositivi.

Circa 10 anni fa, infatti, hanno iniziato ad attecchire le tante campagne di sensibilizzazione per promuovere l’importanza dell’efficienza energetica, soprattutto in ambito residenziale. È così che si è registrato un boom di installazioni di contabilizzatori di calore unita all’installazione di valvole termostatiche. Questo ha permesso di trasformare impianti centralizzati di vecchia concezione in sistemi funzionali, incrementando il risparmio energetico dell’abitazione attraverso la gestione del calore e la conseguente contabilizzazione delle spese di riscaldamento.

Però ci ricorda Antonello Guzzetti, Country Manager di Qundis in Italia, “chi ha installato dieci anni fa i ripartitori di calore ne ha già riscontrato gli effetti benefici in bolletta, ma è chiamato ora a ricordare che questi dispositivi hanno una vita naturale di 10 anni, dopo tale periodo è essenziale sostituirli. Ed è importante che gli amministratori di condominio non sottovalutino tale termine.”

Le ragioni principali? Due nello specifico:

1) Perché è essenziale installare un dispositivo di ultima generazione. Sappiamo che la tecnologia corre veloce e i sistemi moderni sono dotati di trasmissione radio che evolvono di anno in anno, offrendo aggiornamenti e migliorie rispetto ai modelli precedenti.  Questo garantisce rilevazioni sempre più performanti con la conseguenza che si offre al cliente l’informazione più completa e corretta possibile.

2) Perché si rischia di andare ad inficiare la contabilizzazione di un intero stabile. I ripartitori sono dotati di una batteria della durata di 10 anni e se non sostituiti entro questo termine potrebbero smettere di funzionare correttamente. Quindi, anche se solo una minima parte dei ripartitori installati in uno stabile smettesse di funzionare correttamente,  l’intero condominio sarebbe vittima di una ripartizione dei costi non corretta.

Dunque, Qundis offre un ultimo consiglio per amministratori di condominio ed utenti finali: “se avete installato da circa 10 anni i ripartitori, sostituiteli con dispositivi di ultima generazione, disponendo così di una nuova garanzia,  e puntate – ovviamente – a quelli a distanza radio. Con una contabilizzazione corretta sarà possibile veder diminuire i propri costi in bolletta fino al 30%.”

30 novembre 2018
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