Si conclude oggi, venerdì 22 giugno, il controverso vertice ambientale Rio+20, che a 20 anni dal primo Summit della Terra ha riunito, ancora una volta in Brasile, i rappresentanti di 192 Paesi per discutere di cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile e ambiente in generale.

Salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe essere ratificato il documento elaborato dagli sherpa nei giorni scorsi, un testo tutto sommato piuttosto debole e privo di impegni concreti e indicazioni precise per il futuro. Non a caso diverse associazioni presenti a Rio, incluse Greenpeace, Oxfam, WWF e Legambiente, hanno bollato il documento come “mediocre”, facendo riferimento a “gravi omissioni” nella conduzione della Conferenza.

Le ONG, inoltre, accusano gli organizzatori brasiliani di eccessivo protagonismo:

Difficile fare peggio, gli unici davvero soddisfatti tra i leader politici e diplomatici accorsi a migliaia in quel di Rio sono gli anfitrioni brasiliani, al punto che l’ottimismo incarnato delle feluche verde-oro, ossia il capo negoziatore Luiz Alberto Figueiredo Machado, ha addirittura usato con il sorriso d’ordinanza stampato in volto l’aggettivo “fantastico” per definire il testo che sarà firmato comunque e senza nessuna ulteriore modifica.

Il vertice, in effetti, si era aperto tra lo scetticismo generale e con la consapevolezza che difficilmente si sarebbe giunti a un accordo vincolante. A complicare ulteriormente la situazione, tra l’altro, è giunta nei giorni scorsi la posizione della Bolivia e di altri stati sudamericani e africani, che proprio a Rio+20 hanno aperto un fronte comune contro il “colonialismo ambientale” dei Paesi occidentali.

Lo stesso segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon all’apertura dei lavori aveva preannunciato che il documento finale sarebbe stato inevitabilmente meno ambizioso di quanto si sperava. Una profezia che si è rivelata attendibile, anche se qualche segnale positivo, come la riforma dell’UNEP, è comunque arrivato.

Nella giornata conclusiva è in programma l’intervento del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che ha partecipato a Rio+20 al posto del presidente Obama (solo uno degli illustri assenti al summit brasiliano). Gli USA, stando alle anticipazioni, annunceranno un nuovo meccanismo di sovvenzioni per le fonti energetiche rinnovabili.

Sempre per oggi sono attese le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che al vertice di Rio è presente in rappresentanza del Governo italiano e che in realtà avrebbe dovuto parlare già nella giornata di ieri. In una intervista rilasciata dal Brasile, intanto, il ministro Clini ha sottolineato l’importanza della green economy per l’Italia, ricordando le misure varate per promuovere l’economia verde.

Ha già tenuto il suo intervento, invece, il neo-presidente francese François Hollande, che ha promesso di introdurre al più presto una tassa sulle transazioni finanziarie e di destinare una percentuale del nuovo gettito fiscale al finanziamento di progetti di cooperazione e di programmi per lo sviluppo sostenibile.

I risultati di Rio+20 saranno discussi sul canale video del Kyoto Club in una “Goccia di sostenibilità” dal titolo RIO+20: quali risultati raggiunti e quali le loro conseguenze?. La “goccia”, a cura di Francesco Ferrante, sarà trasmessa in streaming mercoledì prossimo, 27 giugno, alle ore 17,30.

22 giugno 2012
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