Potremmo chiamarla la rivolta degli orsi bianchi. Ad aizzarli per una giusta causa – salvare l’artico – non poteva che essere Greenpeace. Stiamo parlando della campagna Save The Artic, con cui la celebre associazione, forte del sostegno di star del cinema e della musica mondiale, lancia il suo j’accuse: interessi economici stanno mettendo in pericolo il Polo Nord e le conseguenza possono essere disastrose.

E così, mentre “orsi bianchi” facevano oggi la loro comparsa virale in tutti gli angoli del globo, da Roma a Parigi, passando soprattutto da Rio, un comunicato Greenpeace ha spiegato bene le ragioni della lotta:

Bandire le attività di estrazione offshore e i metodi di pesca distruttivi dalle acque artiche. Proteggere l’area disabitata attorno al Polo Nord e proibirne l’inquinamento.

Ad aderire all’appello, come detto, ben 100 star internazionali. e a farsi sentire è stato nientedimeno che Sir Paul McCartney che ha dichiarato:

L’Artico è una delle regioni più belle e incontaminate al mondo, ed è in pericolo. Alcuni governi e compagnie vogliono aprire la strada alle perforazioni petrolifere e alla pesca industriale per fare all’Artico quello che hanno già fatto al resto del nostro fragile pianeta. È pura follia sperare di raggiungere i luoghi estremi del pianeta per trovare l’ultima goccia di petrolio quando le menti scientifiche più autorevoli ci stanno dicendo che dobbiamo abbandonare le fonti fossili per garantire un futuro ai nostri figli. In un preciso momento, in un luogo del mondo, dovremo prendere una posizione. Credo che il momento sia ora e il luogo sia l’Artico.

Dello stesso avviso dell’ex Beatles sono gente come Penelope Cruz, Robert Redford o la boy band One Direction.

La giornata di oggi poi, non è stata scelta a caso: oggi infatti il sole non tramonterà all’interno del circolo polare artico. Un momento simbolico con cui i 100 firmatari e Greenpeace hanno dato il via a questa campagna di sensibilizzazione e raccolta firme. Chissà che, raggiungendo il milione di adesioni previste, qualcuno a Rio+20 non capisca come sia il caso di intervenire.

21 giugno 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Nadia Dario, venerdì 22 giugno 2012 alle8:32 ha scritto: rispondi »

Credo che dopo aver individuato gli orsi polari personale specializzato potrebbe provvedere ad inserire un microchip su ciascuno per renderli rintracciabili e così provvedere a fornire loro del cibo periodicamente... se pensiamo a tutta la carne che viene buttata via...basterebbe congelarla e poi darla a loro...a mezzo elicotteri ad esempio...  Ciò per facilitare loro la vita viste le difficoltà nel procurarsi il cibo

Lascia un commento