Rinotracheite gatto: sintomi e cura

La rinotracheite è una malattia infettiva che può colpire i gatti, la causa scatenante è un virus specifico che si chiama herpesvirus felino, denominato anche FHV-1. È una patologia virale che interessa le vie respiratorie del micio, può causare molte problematiche collaterali come congiuntivite, scolo nasale, ulcere corneali, cheratite e depressione, fino a degenerare nell’immunodeficienza felina e nella leucemia. Il decorso non dura più di 10 giorni nei gatti adulti, in grado di fronteggiare la malattia con le cure adeguate. I cuccioli invece cadono spesso vittime del virus, che può essere per loro letale.

A volte il virus può annidarsi per molto tempo nel corpo dei gatti, in particolare dei micini, sopravvivendo anche per anni in modalità silente. A scatenare la sua presenza spesso possono concorre medicinali corticosteroidi, oppure periodi di forte stress con le difese immunitarie esposte e azzerate. Il contagio avviene tramite contatto con le secrezioni degli animali infetti.

Sintomi

Occhi naso gatto

Cat via Pixabay

Alcuni sintomi identificano immediatamente la malattia, come ad esempio lo scolo nasale e dell’occhio, che si manifesta sotto forma di congiuntivite. Può poi trasformarsi in pus, fino a seccarsi creando piccole croste attorno al naso e agli occhi. Altri sintomi comuni sono starnuti, salivazione eccessiva, febbre molto alta, rifiuto del cibo, respiro affannoso fino al sopraggiungere di ulcere corneali e del cavo orale.

Diagnosi e terapia

Per curare un gatto con la rinotracheite è importante che il veterinario possa visitarlo accuratamente, così da definire quale cura intraprendere. La terapia comprenderà rimedi di tipo farmacologico, abbinati a consigli comportamentali. Verranno prescritti antibiotici quindi lavaggi nasali e oculari, antivirali, aerosol, atropina e unguenti per eliminare le croste e fluidificare occhi e naso. Nel caso le vie respiratorie fossero occluse sarà importante liberarle, per consentire al micio di intercettare profumi e odori impedendo così che rifiuti il cibo.

Per quanto riguarda la cura comportamentale, il gatto dovrà condurre una vita serena, attiva ma priva di stress. Via libera a giochi e attività ludiche, divertenti in compagnia del proprietario, quindi relax e momenti di svago e coccole da spartire insieme. Spazzolare il pelo e mantenere il suo spazio sempre igienicamente sano, potrà aiutarlo nel condurre una quotidianità senza stress sentendosi al contempo molto amato. Il gatto dovrà essere vaccinato, con richiami annuali, per scartare la possibilità di una recidiva della malattia trasformandolo in un portatore sano del virus. Vista l’infettività elevata, è indispensabile mettere al sicuro il micio da eventuali ricadute.

25 marzo 2014
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I vostri commenti
rosetta, giovedì 15 dicembre 2016 alle11:32 ha scritto: rispondi »

la mia gattina di 8 anni ha avuto in primavera un episodio febbrile con disappetenza e congiuntivite. diagnosi probabile rino tracheite.(la gatta vive in appartamento e non è in contatto con altri animali.). curata con punture di rocefin e bentelan è guarita. a fine settembre ha cominciato ad avere attacchi di tosse secca e sibilante e poi un rantolino durante la respirazione. addormentata perchè non si fa neanche toccare dal vet , le è stata fatta lastra ai polmoni (risultata pulita) tampone alla gola ( infezione da staphilococchi) e esame del sangue (creatinina leggermente alta). 10gg antibiotico Efex, nessun risultato, anzi rantolo aumentato in frequenza e intensità. punture di convenia ( 2 a distanza di 122 gg), gatta stressatissima, una vera tigre dal vet. risultato nullo, il respiro sempre più rumoroso (come un russare continuo con qualche sibilo). la micia è comunque vivace, mangia , gioca. se corre le viene talvolta la tosse. io molto avvilita.

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