Sono soluzione estreme, quelle prese in considerazione da più parchi e strutture zoologiche, così da salvare i rinoceronti dalla brutalità dei bracconieri. L’ultimo terribile evento ha scosso l’opinione pubblica e gli staff di molti zoo, che si sono trovati improvvisamente esposti e fragili davanti alla violenza dei contrabbandieri. L’ingresso di alcuni di loro presso una struttura a Parigi ha decretato le sorti dell’esemplare Vince, ucciso per il suo corno. Il giovane esemplare, di soli quattro anni, è caduto sotto la cattiveria dei bracconieri e della loro spavalderia. Per la prima volta, un parco pubblico è stato teatro di tanta aggressività, di un assalto illegale e sconsiderato. Sull’onda emotiva dell’evento, lo zoo Dvur Kralove, nella Repubblica Ceca, ha deciso di proteggere i suoi diciotto esemplari.

Gli animali verranno sedati per permettere la rimozione del corno, motivo primario di questi atti sconsiderati. Secondo il portavoce della struttura, Andrea Jirousova, si tratta di una scelta che verrà messa in atto per il loro bene. Del resto, il contrabbando di corno di rinoceronte è una problematica molto insistente: viene venduto illegalmente, soprattutto sui mercati asiatici, raggiungendo cifre esorbitanti.

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L’alta presenza di cheratina rende il corno di rinoceronte un oggetto fortemente ambito, per tradizioni popolari e superstizioni ormai superate e smentite dalla scienza. La richiesta costante anima il mercato nero e spinge la criminalità organizzata ad agire con sempre più ferocia, anche in luoghi solitamente protetti.

La morte di Vince è giunta due settimane dopo l’irruzione illegale all’interno di un parco in Sudafrica. I bracconieri hanno invaso impropriamente gli spazi di un orfanotrofio per cuccioli di rinoceronte, uccidendo due esemplari di soli diciotto mesi. Nonostante un lieve calo di perdite, nel 2016 ben 1.100 esemplari hanno perso la vita solo in Sudafrica, dove vive il 70% dei rinoceronti ancora in vita e protetti. Nel resto del mondo, la specie è rappresentata da poco meno di 30.000 unità, per questo Paul Oxton invoca un cambio culturale legato all’utilizzo del corno. Il fondatore e direttore di Wild Heart Wildlife Foundation, infatti, invita alla creazione di campagne informative ed educative, che possano scansare le pratiche legate alla superstizione in favore di una maggiore tutele e rispetto di questi animali delicatissimi.

22 marzo 2017
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