Un piccolo aiuto dalla medicina e dalla natura, affinché una coppia di rinoceronti possa presto procreare. È la proposta al vaglio in uno zoo del Somerset, dove si ipotizza il ricorso all’equivalente animale del Viagra per riaccendere la passione fra due rinoceronti bianchi meridionali. Pur non essendo a rischio d’estinzione come i cugini settentrionali, di cui sono rimasti pochissimi esemplari, ogni tentativo per favorirne la riproduzione anche in cattività è sempre ben visto.

Si chiamano Rumbull e Rumba e, da diversi anni, risultano praticamente inseparabili. Giunti i 14 anni e la maturità sessuale, però, i due esemplari di rinoceronte bianco meridionale non sembrano manifestare particolare interesse per la procreazione. Per questo motivo, i veterinari starebbero pensando a un mix di soluzioni farmacologiche e naturali, affinché fungano da afrodisiaco.

Come facile intuire, ai due esemplari non verranno somministrate le famose pillole blu, bensì una soluzione appositamente pensata per le loro esigenze. In particolare, sperimentazioni precedenti avrebbero portato a buoni risultati con dei mangimi vegetali particolarmente ricchi di betacarotene, composto a quanto pare indispensabile per favorire la fecondazione.

Nel frattempo, si starebbero monitorando i livelli di estrogeni nel sangue di Rumba, le femmina della coppia, per comprenderne appieno i cicli riproduttivi e approfittare del momento di massima fertilità. Come già accennato, i due rinoceronti avrebbero raggiunto da poco la maturità sessuale, un fatto confermato anche dal carattere del maschio divenuto più dominante. Il periodo di gestazione nei rinoceronti è decisamente lungo, circa 15 mesi, secondo solo ai 22 mesi degli elefanti: proprio per i tempi d’attesi dilungati, pare sia importante che l’attività di riproduzione incominci il più presto possibile.

Non è la prima volta, tuttavia, che si pensa di intervenire sulla sessualità degli animali per via farmacologica. In India, ad esempio, si sta paventando l’ipotesi di somministrare farmaci alle scimmie, con l’obiettivo però opposto rispetto a quello dello zoo nel Somerset. Data la loro estrema diffusione e i problemi che causano a livello cittadino, sarebbe al vaglio l’inserimento nel cibo di farmaci anticoncezionali per contenerne il numero senza ricorrere a metodi violenti.

23 gennaio 2015
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